Fincantieri, risarcimento milionario agli eredi del dipendente morto: «Ucciso dall'amianto»

Martedì 7 Aprile 2020

La Fincantieri è stata condannata a risarcire gli eredi di un loro dipendente con 1,5 milioni di euro. Il tribunale di Napoli, Sezione Lavoro, dopo un’istruttoria di circa due anni e mezzo ha sentenziato che il decesso del lavoratore è avvenuto per l’esposizione all’amianto nei luoghi di lavoro.

«Una sentenza storica che oltre a rendere giustizia ai familiari costituisce un importante precedente giuridico che fungerà da volano a supporto delle successive azioni legali per la tutela delle vittime dell’amianto», hanno dichiarato gli avvocati che hanno seguito il caso Lorenzo Irace, Giuseppe Manganiello e Giancarlo Itri coadiuvati dal consulente medico di parte dottore Giovanni Ciardi.

La causa contro il colosso della cantieristica navale è stata intentata dopo la dipartita del lavoratore che aveva prestato la propria attività presso la Società Bacini Napoletani di proprietà della stessa Fincantieri. Per 25 anni ha lavorato come elettricista di bordo presso le sale macchine delle navi, in ambienti di lavoro dove si disperdevano in misura elevata ed incontrollata nell’aria le fibre killer di amianto, ed in mancanza di adeguati sistemi di protezione, fatti che sono emersi in aula anche dalle dichiarazioni testimoniali.

Il maxi risarcimento tiene conto sia della sofferenza patita dal lavoratore, deceduto a seguito della diagnosi nefasta di mesotelioma, sia del gravissimo danno nella relazione familiare ed affettiva subita dalla moglie e dai figli per la perdita del proprio familiare.

«Ogni anno si verificano seimila decessi di persone che hanno lavorato a stretto contatto con l’amianto. Purtroppo non si tratta di un caso isolato, in quanto il nostro studio Adimi Lex ed il nostro staff medico-legale riceve ogni mese richieste di tutela giudiziaria di lavoratori ex esposti all’amianto o che hanno contratto gravi patologie sui luoghi di lavoro; le patologie asbesto correlate quali i mesoteliomi, le neoplasie polmonari ed insufficienze respiratorie, determinate dalla diretta esposizione all’amianto, hanno un periodo medio di insorgenza di 15-20 anni e si teme un inevitabile picco in questi anni».

La sentenza già provvisoriamente esecutiva non è stata ancora appellata dalla Fincantieri.

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