«Finché c'è pizza...c'è speranza», premiati i giovani pizzaioli del progetto solidale

Mercoledì 16 Dicembre 2020 di Antonio Folle
«Finché c'è pizza...c'è speranza», premiati i giovani pizzaioli del progetto solidale

Questa mattina, all'interno dei locali di via de Blasiis, dove nell'ormai lontano 2013 l'associazione Scugnizzi presieduta da Antonio Franco ha dato vita al progetto "Finchè c'è Pizza...C'è Speranza", si è tenuta la cerimonia di premiazione dell'ultimo corso di formazione per pizzaioli destinato ai ragazzi a rischio. Alla presenza degli assessori del Comune di Napoli Alessandra Clemente e Rosaria Galiero, i giovanissimi pizzaioli hanno ritirato l'attestato di partecipazione al corso ed una medaglia commemorativa. 

«I ragazzi della nostra città che sbagliano - ha spiegato l'assessore ai Giovani e al Patrimonio Alessandra Clemente - vanno presi per mano e vanno condotti sulla giusta strada, in modo da non sbagliare più. Soprattutto è importante fornire loro gli strumenti per cambiare rotta, incontrando valori diversi e imparando un mestiere, avendo così l'opportunità di riscattare ciò che di negativo hanno fatto e non sbagliare più in futuro. Questo progetto, fortemente voluto dall'assessorato ai Giovani e al Patrimonio è realizzato grazie alla collaborazione con il Centro Penale di Giustizia Minorile della città di Napoli, l'associazione Scugnizzi che da anni anima questo luogo e con la collaborazione del gruppo Fratelli La Bufala a cui va il nostro ringraziamento. La cosa più importante - prosegue - che questi ragazzi fanno, oltre a imparare un lavoro, è servire ogni giorno pizze agli ospiti del vicino dormitorio comunale. L'impegno dei ragazzi si trasforma così ogni giorno in un gesto di solidarietà per i più deboli».

Il corso per pizzaioli è giunto alla ventitreesima edizione e nel corso degli anni ha formato decine di pizzaioli che oggi lavorano in tutto il mondo. Il progetto dell'associazione Scugnizzi da un lato ha il non trascurabile merito di contribuire alla valorizzazione del patrimonio di proprietà comunale attraverso progetti destinati al sociale e, dall'altro, offre ogni giorno ai ragazzi una speranza ed una concreta possibilità di crescita umana, personale e professionale lontana dalle tentazioni della strada. 

«Qui si realizza un qualcosa che è la pratica della buona speranza - ha commentato l'assessore al Commercio del Comune di Napoli Rosaria Galiero - fare in modo che una debolezza possa diventare un punto di forza. Ed è il processo che dobbiamo fare anche in città, e cioè prendere questi mesi terribili, ai quali non riusciamo nemmeno a dare una spiegazione razionale, e trasformarli in una opportunità di crescita, di trasformazione e di modernizzazione».

Il processo di formazione dei giovanissimi pizzaioli è costantemente seguito dai Servizi Sociali e dall'USSM di Napoli. Ogni corso, come ha spiegato il presidente di Scugnizzi Napoli Antonio Franco, si conclude con offerte di lavoro reali per i ragazzi. Quest'anno, però, complice la complicata congiuntura economica, sarà difficile trovare, almeno nell'immediato, offerte di lavoro per i pizzaioli neoformati, ma grandi speranze sono riposte nel futuro e nel rilancio, anche turistico, della città. Un rilancio che, è la speranza di tutti, rimetterà in moto la "macchina" e fornirà nuove possibilità di lavoro a tanti giovani napoletani. 

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«I ragazzi restano con noi tre mesi - spiega - imparando le basi del mestiere dalla a alla z. Accanto a questo progetto di formazione abbiamo voluto inserire il progetto dei Fratelli La Bufala, che hanno creato la Pizzeria dell'Impossibile, una vera e propria pizzeria destinata ai senza fissa dimora e alle persone in difficoltà. Purtroppo i ragazzi di questo corso - ha spiegato Antonio Franco - sono stati sfortunati perchè di solito ad ogni fine corso veniamo contattati da pizzerie che ci chiedono giovani pizzaioli da avviare al lavoro. Quest'anno la situazione è complicata per tutti e quindi bisognerà avere ancora pazienza. Però siamo contenti perchè in questi anni abbiamo formato oltre sessanta pizzaioli che oggi possono lavorare portando la pizza napoletana in tutto il mondo».

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Durante la cerimonia i pizzaioli hanno continuato la loro attività quotidiana, continuando a sfornare pizze per i senza tetto del vicino dormitorio comunale. Al termine del loro lavoro si è tenuta la premiazione vera e propria dove, a turno, ogni baby-pizzaiolo ha preso commiato dall'associazione Scugnizzi con alcune parole di ringraziamento. 

«Voglio ringraziare Antonio e tutti quelli che ci hanno dato la possibilità di frequentare questo corso - ha affermato uno dei giovanissimi premiati - perchè non ci ha insegnato solo a fare la pizza, ma ci ha insegnato a guardare avanti, a pensare in grande e a prenderci cura di noi stessi per il futuro». 

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