Fiume Sarno, rabbia anti-veleni: «Aiuto, qui non si respira»

Sabato 28 Agosto 2021 di Susy Malafronte
Fiume Sarno, rabbia anti-veleni: «Aiuto, qui non si respira»

«Miasmi dal canale Marna? Nessuno sversamento abusivo a Pompei». Questo è il resoconto investigativo degli agenti municipali. È giallo, dunque, sulle acque inquinate dell'affluente del fiume Sarno. I residenti lamentano che «l'aria è irrespirabile per chilometri» lungo il Marna mentre il sindaco Carmine Lo Sapio ha disposto una task force degli agenti municipali per scoprire le cause dell'inquinamento.

Dopo giorni di controlli e indagini i caschi bianchi, agli ordini del colonnello Gaetano Petrocelli, hanno presentato una relazione. «Non è stato individuato alcun sversamento abusivo e inquinante lungo le rive del canale oggetto della nostra perlustrazione investigativa», si legge. Allora da dove arrivano gli scarichi abusivi nocivi per le acque del Sarno, che si riversano direttamente in mare? Il sindaco ha deciso di andare fino in fondo coinvolgendo anche i colleghi dei comuni attraversati dal fiume. Lo Sapio ha anche inviato la relazione dettagliata della polizia municipale di Pompei agli organi competenti in materia di inquinamento ambientale, affinché le indagini vengano svolte anche nelle città limitrofe al fine di individuare cause e, soprattutto, colpevoli dell'inquinamento.

«Da un mese a questa parte - spiega Lo Sapio - gli abitanti delle zone a ridosso del canale Marna avvertono, soprattutto nelle ore serali, forti miasmi provenienti dall'affluente del Sarno le cui acque sono visibilmente torbide e maleodoranti. In seguito alle diverse segnalazioni, e nell'ambito di una indagine generale svolta contemporaneamente anche nei diversi paesi attraversati dal Sarno e dal canale Marna che presentano tutti le stesse criticità relative ai cattivi odori e all'inquinamento dei corsi d'acqua, gli agenti della polizia municipale hanno effettuato diversi sopralluoghi. È stata perlustrata, in particolare, l'area di via Molinelle e quella delle traverse parallele che ricadono nel territorio di Pompei. Durante gli accertamenti, oltre ad appurare la pessima qualità delle acque e il forte cattivo odore, gli agenti della municipale non hanno però trovato nessun elemento che potesse ricondurre ad uno sversamento abusivo nel canale, né esistono in quell'area attività che possano generare scarichi da lavorazione industriale. Il verbale del sopralluogo - precisa il sindaco - è stato inviato ai diversi organi di competenza affinché le indagini volte ad appurare gli scarichi illegali proseguano anche nei territori limitrofi».

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Intanto un preoccupante allarme arriva anche dai residenti di Castellammare, al confine con Pompei: «Viviamo murati in casa per non essere avvelenati», accusano. «Sono decenni che, ad ogni inizio della lavorazione dei pomodori - spiegano gli abitanti di via Schito - dal Sarno si levano cattivi odori tali da rendere l'aria irresponsabile. Così siamo costretti a chiuderci in casa in piena estate. E per chi non può permettersi i condizionatori, è un dramma che non auguriamo a nessuno. A soffrire di più sono gli anziani, i bambini e i malati. Non sappiamo più alla clemenza di quale istituzione appellarci».

L'inquinamento del fiume Sarno è legato a tre cause principali: agricola, per l'uso di pesticidi; industriale, a causa sopratutto della lavorazione del pomodoro e per le concerie; urbana, per lo sversamento di acque reflue non depurate. Bisognerà tenere alta l'attenzione e creare una task force unica tra i comuni attraversati dal Sarno per stanare i criminali ambientali. 

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