Il fiume Sarno sparito sotto tonnellate di plastica: «Griglie inutili»

ARTICOLI CORRELATI
di Fiorangela d'Amora

0
  • 2493
Tonnellate di plastica sul letto del fiume Sarno, un tappo di immondizia bloccato da un tronco caduto dalla riva a causa del maltempo. L'ennesima scena di degrado per chi vive ai margini del fiume più inquinato d'Europa, simbolo di incuria, abbandono e sperpero di denaro pubblico. Siamo in via Fondo d'Orto a Castellammare, le piogge di venerdì mattina hanno causato danni su tutto il territorio cittadino, lungo il Sarno la «solita» esondazione di un fiume ingrossato da rifiuti che raccoglie nei 24 km che il corso d'acqua percorre da Solofra fino alla foce stabiese. Nessuna griglia di contenimento, nessuna depurazione che tenga, la scena che si sono trovati di fronte i residenti e tecnici stabiesi ieri mattina ha dell'incredibile e riporta alla mente la montagna di soldi spesa per il recupero del Sarno e i ritardi accumulati.
 

Gli ultimi fondi sono arrivati nel 2014 dal Fondo europeo di sviluppo regionale (Fesr), 150 milioni di euro per ripristinare e recuperare il bacino del Sarno. Il progetto partiva dalla Regione Campania e andava di pari passo con l'interessamento dell'Unione Europea per il recupero, quantomeno parziale, del fiume. Fondi europei dopo anni di inchieste e commissioni parlamentari che a nulla avevano portato, fino ad arrivare a ieri mattina, quando il corso d'acqua ha mostrato la sua condizione in tutta la sua drammaticità. Quintali di plastica accumulata a pochi passi dalla foce, proveniente da sversamenti illegali, dal malfunzionamento delle griglie o ancora da quello che il fiume trascina con sè quando le piogge alzano il livello dell'acqua. Ipotesi che da ieri sono al vaglio di amministratori e tecnici. Quello che è certo invece è che i fondi europei erano destinati a preservare la sicurezza e la salute delle 900mila persone che vivono nell'area oltre alla realizzazione di un sistema idraulico per ridurre in modo significativo i rischi di alluvione e l'adozione di misure di protezione e riqualificazione ambientale. Se le opere siano state effettuate o meno, se il collegamento all'impianto di depurazione delle reti fognarie dei comuni coinvolti (previsto entro il 2009) sia terminato o meno è alquanto palese. «Abbiamo evitato l'ennesimo scempio ambientale - commenta Gaetano Cimmino, sindaco di Castellammare - se il tronco d'albero non fosse caduto a bloccare il corso del fiume tutta quella plastica sarebbe finita in mare. Sono pronto a presentare un esposto alla Procura della Repubblica e portare il caso in Parlamento».
CONTINUA A LEGGERE L'ARTICOLO:
  • Accesso illimitato agli articoli
    selezionati dal quotidiano
  • Le edizioni del giornale ogni giorno
    su PC, smartphone e tablet
SCOPRI LA PROMO



Domenica 4 Novembre 2018, 08:00
© RIPRODUZIONE RISERVATA



COMMENTA LA NOTIZIA
0 di 0 commenti presenti

QUICKMAP