Fiume Sebeto, arrivano conferme
della sua esistenza da Napoli Est

Una delle mini paludi nate dalle sorgenti di acqua nell'ex macello comunale
di Antonio Folle

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Negli scorsi giorni aveva destato scalpore la scoperta di alcune sorgenti d'acqua all'interno dell'ex macello comunale di Poggioreale. Sorgenti di acqua limpidissima che, ormai da quasi due anni, zampillano dal sottosuolo e hanno trasformato la zona in una mini palude. I residenti del quartiere non sembrano avere dubbi sull'origine delle sorgenti: si tratta delle acque dell'antico e misterioso fiume Sebeto che si stanno ribellando all'interramento e stanno emergendo in superficie. La notizia ha destato inizialmente stupore, oltre a una certa dose di scetticismo e ilarità, ma oggi è stato compiuto un nuovo passo avanti in quella che sembra essere una scoperta destinata a far rumore tra gli storici e nell'ambiente scientifico.  

Proprio stamattina, infatti, i tecnici di Abc, supportati dal presidente della Commissione Ambiente Carmine Meloro, hanno effettuato un sopralluogo nel vecchio macello comunale, scoperchiando i tombini di ispezione ed effettuando alcun sondaggi nel sottosuolo. Ad una prima analisi l'acqua che sgorga con veemenza dal sottosuolo è acqua pura, ma solo le analisi che saranno effettuate nei prossimi giorni potranno stabilirne l'effettiva composizione chimica. Un dato fondamentale, però, è emerso dal sopralluogo tecnico. Qualcuno negli scorsi giorni aveva ipotizzato che le mini sorgenti provenissero da qualche tubatura sotterranea guasta, eventualità che i tecnici hanno smentito seccamente dal momento che, cartine del sottosuolo alla mano, le condotte sotterranee più vicine scorrono ad almeno cinquecento metri dal probabile luogo dove il Sebeto si è riaffacciato in città gridando forte il suo desiderio di libertà dall'imprigionamento a cui è costretto da secoli.

Secondo i testi greci e romani la seconda diramazione del fiume mitologico - la prima sfociava nell'attuale area di piazza Municipio, dove era situato l'antico porto della città - scorreva proprio in direzione dell'attuale Napoli est. Le cantine e i piani interrati del Centro Direzionale - ma anche degli edifici del quartiere Poggioreale - ricevono spesso la "visita" delle acque sotterranee che allagano tutto per poche ore salvo poi riscomparire nella loro misteriosa casa sotterranea. 

«Stando a quanto hanno riferito i tecnici di Abc - ha dichiarato Carmine Meloro - non si tratta di un guasto alle condutture sotterranee come qualcuno aveva ipotizzato forse per sminuire l'importanza di questa scoperta, ma di una falda acquifera che si è sollevata per ragioni che devono essere studiate, probabilmente proprio per l'ingrossamento del fiume Sebeto che scorre nel sottosuolo della città. Nei prossimi giorni saranno effettuate nuove verifiche e campionature sull'acqua che sgorga per verificare se si tratti effettivamente dell'acqua del Sebeto. La scoperta di questo fiume oltre ad essere importante dal punto di vista scientifico - prosegue Meloro - potrebbe dare un fenomenale impulso allo sviluppo di questa zona della città. In molti già si stanno dimostrando interessati all'eventuale rilancio di questa zona dal punto di vista industriale e turistico». 

 
Martedì 23 Ottobre 2018, 17:12
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