Fondazione Santobono, Innovaway
dona all'ospedale nuovo macchinario

Martedì 7 Dicembre 2021
Fondazione Santobono, Innovaway dona all'ospedale nuovo macchinario

E' operativo da qualche giorno Lumify: il un nuovo macchinario per il reparto di Rianimazione dell'ospedale Santobono Pausilipon di Napoli che è stato donato da Innovaway (www.innovaway.it), importante realtà che dal quartier generale di Napoli opera in un contesto globale con progetti e servizi di trasformazione digitale. L'azienda ha scelto di supportare il più importante ospedale pediatrico del Mezzogiorno per migliorare ulteriormente la qualità della diagnostica e dei servizi offerti ai piccoli pazienti che provengono da tutto il Sud Italia.

«Il reparto di Rianimazione del Santobono di Napoli - dichiarano la direttrice della Fondazione Santobono Flavia Matrisciano e il primario della Rianimazione Pediatrica Geremia Zito Marinosci - è un reparto ad alta intensità di cura che, oltre ad accogliere pazienti che necessitano di terapia intensiva, prende in carico anche pazienti con malattie croniche degenerative come la SMA che vengono seguiti anche attraverso un innovativo progetto di telemedicina. In questo tipo di reparto poter contare su tecnologie all’avanguardia è di fondamentale importanza quindi ringraziamo in modo particolare l’ad di Innovaway per la generosa donazione».

«Abbiamo scelto di supportare il Santobono - dichiara l'ad di Innovaway Antonio Giacomini - con l'obiettivo di contribuire al miglioramento delle prestazioni dell'offerta ospedaliera così da garantire cure sempre migliori ai piccoli pazienti.  Il senso di responsabilità verso la nostra comunità ci ha portato anche quest’anno a fare la nostra parte nel segno dell’innovazione che da sempre caratterizza anche Innovaway.  Il nostro Competence Center Health care da anni raccoglie competenze distintive per il mondo della sanità e opera per promuovere iniziative e soluzioni tecnologiche presso tutte le strutture sanitarie, in prima linea in questo difficile momento per il Paese.  Abbiamo voluto dare il nostro contributo a chi cura i bambini che rappresentano il nostro futuro».

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