Funghi riscaldanti a Napoli
tragedia sfiorata: è psicosi

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di Paolo Barbuto

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I due feriti, fortunatamente, non ne avranno per lungo tempo; ombrelloni, tavoli e sedie saranno sostituiti con nuovi arredi. A via Partenope le tracce dell'esplosione del «fungo riscaldante», avvenuta mercoledì sera, è quasi del tutto cancellata. La notizia, però, ancora rimbalza su siti di informazione e social, così s'è scatenata una psicosi da fungo riscaldante: i vigili del fuoco hanno ricevuto chiamate di «consulenza» per sapere se ci si può fidare di quegli oggetti, e anche le chat online sono piene di punti interrogativi: sono pericolosi quegli oggetti che riscaldano le aree esterne?

Ovviamente, come sempre avviene in questi casi, c'è una sola risposta logica: i funghi riscaldanti non sono pericolosi, anche perché se lo fossero, ci sarebbe una strage al giorno in ogni città del mondo. Si tratta di una forma di riscaldamento utilizzata ovunque, da New York a Praga, da Tokio a Londra e Parigi: durante la stagione invernale, ogni giorno vengono accesi centinaia di migliaia di funghi riscaldanti e, abitualmente, non esplodono, anzi sono utili per rimanere all'aperto anche quando le condizioni meteorologiche non lo consentirebbero. A voler essere proprio pignoli, nel 2016 è stato registrato un incidente «ufficiale» riferito all'utilizzo di uno di questi apparecchi. In Gran Bretagna nella regione dell'Essex, una donna di 34 anni che si chiama Shirley Evans è stata ricoverata con ustioni su tutto il corpo per via dell'esplosione dell'apparecchio che teneva in giardino. Però si trattava di una stufa con bombola ricaricabile e lei stava tentando di inserire il gas all'interno mentre la teneva accesa: insomma, la colpa non è dell'oggetto.

Ma allora quali possono essere state le cause dello scoppio dell'altra sera che ha portato in ospedale un dipendente del ristorante «Mammina» con ustioni a una mano e che ha richiesto l'intervento del 118 per cure «sul posto» a un altro dipendente del locale? Sulla vicenda sono in corso indagini che non escludono nessuna possibilità: dal malfunzionamento dell'apparecchio alla manovra errata di chi lo stava accendendo, a un problema collegato alla bombola di alimentazione del fungo riscaldante.

Un dettaglio determinante è legato proprio alla bombola di alimentazione per l'apparecchio. Il gestore del ristorante ha chiarito che l'acquisto delle bombole avviene in maniera corretta: e questo chiarimento è stato molto importante. Perché, spiegano gi esperti, la maggior parte degli incidenti di questo tipo viene generata da bombole difettose. E le bombole difettose generalmente provengono da un mercato «parallelo», spesso illegale attraverso il quale si ottengono prezzi leggermente inferiori rispetto a quelli dei fornitori ufficiali, ma in cambio si ottiene un esponenziale aumento del rischio per chi le utilizza.

Un altro particolare importante da verificare in questo tipo di incidenti, è il tipo di aerazione del luogo dove si tengono i funghi riscaldanti: troppo spesso per evitare ai clienti di percepire il freddo, le grosse stufe vengono sistemate sotto tendoni estremamente chiusi che, in caso di fuga di gas dalle bombole, non consentono la dispersione del materiale e favoriscono l'innesco dell'esplosione. Anche in questo caso, però, non ci può essere collegamento con l'evento dell'altra sera perché quando c'è stato lo scoppio il fungo riscaldante era in piena aria, senza nessun tendone che lo ricopriva.
Venerdì 14 Ottobre 2016, 09:17 - Ultimo aggiornamento: 14-10-2016 21:37


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