Hai scelto di rifiutare i cookie

La pubblicità personalizzata è un modo per supportare il lavoro della nostra redazione, che si impegna a fornirti ogni giorno informazioni di qualità. Accettando i cookie, ci aiuterai a fornire una informazione aggiornata ed autorevole.

In ogni momento puoi modificare le tue scelte tramite il link "preferenze cookie" in fondo alla pagina.
ACCETTA COOKIE oppure ABBONATI a partire da 1€

Fusaro, il parco vanvitelliano chiude per un matrimonio: è polemica sulla storia in fitto

Venerdì 27 Agosto 2021 di Patrizia Capuano
Fusaro, il parco vanvitelliano chiude per un matrimonio: è polemica sulla storia in fitto

Una coppia di artisti internazionali sceglie il parco vanvitelliano del Fusaro, con la nota casina sul lago, come location per il book fotografico in vista delle loro prossime nozze. Domani gli scatti in anteprima, il matrimonio in altra data. E per questa occasione, che definiscono unica, il Real sito borbonico sarà chiuso al pubblico. Per l'utilizzo del complesso la coppia ha offerto 8mila euro da versare al Centro Ittico Campano, la società in house del Comune di Bacoli proprietaria del compendio. Una cifra ritenuta congrua dalla spa. 

Ma la chiusura dei cancelli ha sollevato un polverone di polemiche. Critici il gruppo consiliare di minoranza Fratelli d'Italia e l'associazione Il Pappice. «Il Parco non poteva restare aperto mentre, trattandosi di foto, i futuri sposi realizzavano il loro book? Il compendio vale solo 8mila euro per un giorno e secondo quale criterio?», chiede Michele Amirante del comitato civico. Il capogruppo di FdI, Nello Savoia, invece annuncia proteste dopo aver inviato una nota a Centro ittico, polizia municipale e al sindaco sostenendo «che si viola il regolamento comunale». Non prima di aver avuto un confronto con il neo presidente del Cic, Francesco Caputo, chiedendo chiarimenti.

Da giorni un susseguirsi di precisazioni ha acceso i riflettori su questa vicenda. Il primo cittadino di Bacoli, Josi Gerardo Della Ragione, dal canto suo ribadisce che si tratta «di un evento e quindi non si può far riferimento al regolamento comunale stilato per le nozze nella sala Ostrichina e nella casina vanvitelliana». E racconta: «Una coppia di artisti di fama internazionale ha scelto Bacoli come location per il proprio matrimonio. Lui fotografo tedesco, lei vip inglese. È per noi un motivo di orgoglio. Utilizzeranno il parco vanvitelliano assicurando un lauto compenso alle casse della comunità bacolese. C'è chi ha provato a fare polemica anche su questo. Non replicherò. Con quei soldi acquisteremo panchine per gli anziani, giostrine per bambini, realizzeremo un parco giochi pubblico e gratuito nel Frutteto Borbonico».

Della Ragione annuncia che non sarà «una iniziativa isolata, in quanto esito di un confronto sinergico con agenzie matrimoniali che curano eventi di personaggi di moda, spettacolo, arte, cultura, sport, per spostare cerimonie dai luoghi più noti d'Italia, a Bacoli. Stiamo puntando su un turismo di qualità afferma - Il book fotografico che sarà realizzato per il matrimonio e immortalerà i paesaggi mozzafiato di Bacoli, farà il giro del mondo. E ci aiuterà a promuovere le risorse e le meraviglie che abbiamo l'onore di gestire». 

 

Il sindaco parla di svolta per una città in dissesto economico-finanziario e per una società, il Centro Ittico Campano, di proprietà comunale, anch'essa fallita. «Noi proviamo a guardare avanti, costruendo sulle macerie - dice Della Ragione - Il Parco Borbonico, due anni fa, fu noto proprio per i mancati incassi derivanti dalle foto degli sposi che, da tutta la Campania, venivano al Real Sito del Fusaro per immortalare il proprio matrimonio. La Guardia di finanza, a seguito di una indagine, accertò una doppia bigliettazione. Una gestione illecita e un potenziale ammanco per le casse pubbliche di decine e decine di migliaia di euro. Stiamo voltando pagina, nel solco della legalità e della qualità».

Real sito vanvitelliano chiuso per l'evento privato di una coppia di artisti, scelta condivisa dal consigliere di maggioranza e ex deputato Giuseppe Scotto Di Luzio, tra coloro che negli anni Novanta consentirono che il complesso borbonico diventasse pubblico. «Quale occasione migliore per mettere a reddito con trasparenza i beni comuni - afferma Scotto Di Luzio - concordo con questa linea. Anche il castello di Baia alcuni mesi fa è stato affittato per un matrimonio. Bisogna continuare su questa strada». 

© RIPRODUZIONE RISERVATA