Galleria Vittoria, il Comune di Napoli
​compra i ponteggi: lavori più lontani

Sabato 12 Ottobre 2019 di Paolo Barbuto
Costa tanto il fitto dei pali d'acciaio che avvolgono le facciate della Galleria Vittoria per evitare che pezzi di storia si schiantino sulla testa dei passanti; e siccome non si sa quando inizieranno i lavori per restaurare quei marmi, il Comune ha deciso di comprarsi le impalcature, così almeno non ci sarà un costo mensile da sostenere per chissà quanto altro tempo.

 

I RITARDI
L'allarme per i cedimenti delle facciate d'inizio 900 della galleria Vittoria risale al 2015, era metà maggio e le procedure di sicurezza scattarono immediate. Galleria chiusa per una giornata che si rivelò devastante per il traffico, chiamata d'urgenza a una ditta per piazzare quelle strutture di sostegno: «Non c'è patto di stabilità che tenga, i soldi per il restauro li troveremo immediatamente», dissero con voce stentorea l'allora vicesindaco Sodano e l'assessore di allora (a anche d'oggi) Mario Calabrese.
Da quel momento non è accaduto più nulla, i ponteggi sono ancora lì, i lavori di restauro non sono nemmeno all'orizzonte, lo spiega la stessa Giunta comunale. Oggi sono trascorsi 1.615 giorni senza un intervento: per costruire il Maschio Angioino nel 1200 vennero impiegati 1.035 giorni; la torre Eiffel a Parigi fu innalzata in 793 giorni; il restauro delle facciate della Galleria Vittoria supera di gran lunga quei tempi; e il record è destinato a crescere perché di operai al lavoro non se ne vedranno per un bel po'.
L'AMMISSIONE
«Allo stato non è possibile stimare i tempi per l'avvio dei lavori alla galleria Vittoria», c'è la firma dell'intera Giunta comunale sotto questa ammissione di sconfitta contenuta nella delibera numero 381 del 2019: bandiera bianca sollevata e ben visibile, non c'è speranza all'orizzonte.
L'impossibilità di stabilire tempi di esecuzione serve a spiegare perché il Comune di Napoli utilizzerà 195mila euro per una spesa imprevista. La spesa consiste nell'acquisto di quei pali di ferro che da quattro anni nascondono gli ingressi della galleria Vittoria. La ditta che era intervenuta d'urgenza nel 2015, la D.P. Group, li ha sistemati e poi, ogni mese, s'è presentata a palazzo San Giacomo per chiedere il canone di fitto di quelle strutture.
La giunta scrive che, in attesa dell'avvio dei lavori di ristrutturazione, sembrava coerente pagare per quei ponteggi che evitavano pericoli ai napoletani. Però il costo è lievitato talmente da convincere sindaco e assessori a sedersi al tavolo e decidere: basta con il fitto, meglio comprarseli quei pali di ferro una volta per tutte, anche perché non sappiamo quando sarà possibile toglierli visto che i lavori di restauro non sono prevedibili.
IL PROGETTO
A dire la verità, con i consueti tempi biblici della burocrazia, qualcosa sul fronte della galleria Vittoria s'è mosso: ad aprile del 2018, tre anni dopo l'emergenza, è stata avviata una procedura d'appalto per preparare un progetto esecutivo. Tredici mesi dopo, e siamo nel maggio del 2019, cinque mesi fa, i tecnici hanno presentato il progetto a Palazzo San Giacomo, però questi cinque mesi non sono bastati al Comune per guardare le carte e decidere se vanno bene, l'altro giorno la Giunta ha scritto che «sono ancora in corso le procedure di validazione».
Ma anche se quelle procedure fossero state più rapide, l'orizzonte della realizzazione dei lavori alla galleria sarebbe ancora molto lontano. Qui si parla solo di progetto, mica di lavori pronti ad iniziare? Dopo che il progetto sarà stato esaminato e avrà avuto il placet di palazzo San Giacomo, si scriverà un bando per individuare l'azienda che dovrà procedere materialmente agli interventi seguendo quelle direttive. Occorreranno lunghi tempi burocratici per consentire a chiunque di partecipare al bando, poi ci sarà l'attesa dell'assegnazione e solo in quel momento (se non ci saranno ricorsi) si potrà dare il via ai lavori. Quando arriverà questo momento? «Non è possibile stimare i tempi», scrive la Giunta comunale di Napoli, perciò è meglio comprarsi le impalcature per 195mila euro, così almeno smetteremo di pagare il fitto.
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