Galleria Vittoria chiusa per crollo, è inferno traffico a Napoli

Venerdì 25 Settembre 2020 di Paolo Barbuto

La prima pioggerella vera d'autunno ha subito messo in ginocchio Napoli. Poco prima dell'alba di ieri all'interno della galleria Vittoria s'è verificato un cedimento: il rivestimento di una porzione della volta è venuto giù di schianto. Subito la galleria è stata chiusa, dopo un rapido sopralluogo si è deciso di riaprire solo la corsia in direzione di piazza Vittoria, l'altra è rimasta bloccata e quella chiusura ha praticamente spezzato in due la città generando ingorghi che si sono protratti per l'intera giornata fino a quando è intervenuto il presidente della Municipalità, Francesco de Giovanni che ha chiesto a gran voce, inascoltato, la riapertura del lungomare liberato almeno per il tempo necessario alla soluzione della vicenda.

Partiamo subito dalle condizioni statiche del tunnel che non sono compromesse. La struttura è solida così come lo era nel 1929 quando venne realizzata. Il problema è legato alle mattonelle che vengono utilizzate per la copertura interna della volta che non resistono alle continue infiltrazioni, si staccano e precipitano al suolo. Un evento esattamente identico a quello di ieri s'era già verificato nel 2015: pioggia, infiltrazioni, cedimento della copertura della volta. Anche in quell'occasione la città visse giorni difficili. Vennero immediatamente avviati lavori per 400mila euro: era prevista la verifica di tutta la volta, la rimozione delle parti pericolanti e la risistemazione di tutta la struttura. Evidentemente quella porzione che è venuta giù ieri era sfuggita alle verifiche accorte, se a distanza di cinque anni è precipitata al suolo.
 

 

Partiamo dalla notizia peggiore: per rimettere a posto la galleria Vittoria saranno necessarie, se tutto andrà bene, almeno tre settimane. Molto dipende dal reperimento dei fondi per ingaggiare una ditta e metterla subito all'opera. Se non si riusciranno a reperire i fondi bisognerà cercare fonti alternative di finanziamento che potrebbero richiedere più tempo, mentre la città continuerà a soffrire per il caos.

A dire la verità sarebbero necessari interventi più approfonditi rispetto alla semplice verifica delle porzioni che stanno cedendo. Nel 2015 un gruppo di speleologi raggiunse la volta del tunnel attraverso un pozzo della sovrastante collina di Pizzofalcone e rivelò un costante percolamento di acqua piovana (e d'altro genere meno puro) sulla parte interna della volta: bisognerebbe individuare e bloccare il percorso di quell'acqua prima di progettare un definitivo ripristino della galleria. Ma anche in questo caso sarebbero necessari molti soldi che il Comune per adesso non ha.

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La galleria è rimasta chiusa in direzione di via Acton e questa situazione ha provocato un disastro nella viabilità che ha avuto ripercussioni su tutta la città. Il traffico è stato deviato dai vigili, che si sono sottoposti a un superlavoro, su via Chiatamone da dove le auto potevano raggiungere via Cesario Console e poi arrivare a Via Acton.

La portata di via Chiatamone, però, è dimezzata rispetto a quella della galleria, così la coda ha iniziato ad allungarsi in maniera impressionante. Per l'intera giornata il traffico è rimasto bloccato a partire da piazza della Repubblica: chilometri di coda, di smog e di rabbia, per raggiungere la parte orientale di Napoli. Chi ha saputo in anticipo la notizia del caos ha cercato vie alternative: il Corso Vittorio Emanuele oppure la Tangenziale, generando maggior traffico anche in quelle strade che alla fine si sono ritrovate paralizzate.

Attualmente si attendono le decisioni dei tecnici che potrebbero intervenire per uno spicconamento in maniera da consentire il passaggio delle auto durante il giorno per poi chiudere la galleria di notte e consentire gli interventi della ditta specializzata. Ma i controlli dovranno essere estremamente attenti sicché anche in questo caso i tempi potrebbero non essere brevissimi.

Di fronte a una Chiaia paralizzata il presidente municipale Francesco de Giovanni ha chiesto notizie, ha mandato sul luogo del cedimento i suoi tecnici, poi ha cercato un confronto con l'Amministrazione: «La soluzione più rapida e agevole sarebbe la riapertura del lungomare liberato, per consentire un rapido deflusso delle auto. Magari solo di mattina, per dare un po' di respiro alla circolazione. In alternativa sarebbe necessario eliminare la sosta delle auto almeno da uno dei lati di via Chiatamone in modo da permettere a quella via di accogliere un numero maggiore di automobili. Io ho fatto giungere le mie proposte a Palazzo San Giacomo ma, per adesso, non ho avuto risposte». 

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