Galleria Vittoria di Napoli, il costo del furto: «Danno da almeno 80mila euro»

Domenica 5 Dicembre 2021 di Leandro Del Gaudio
Galleria Vittoria di Napoli, il costo del furto: «Danno da almeno 80mila euro»

Non è stato un furto di poco conto, quello che ha paralizzato - almeno per il momento - la Galleria della Vittoria. Non è stato un episodio di basso profilo, a giudicare dai soldi che il comune di Napoli deve sborsare in questi giorni per mettere una toppa - l’ennesima - sulla agibilità dell’asse viario cittadino.

Parliamo del rame: del furto avvenuto quando la galleria era sotto la diretta gestione della precedente giunta comunale. A conti fatti, alla luce delle offerte pervenute da diversi fornitori sparsi in tutto il paese, le cose stanno in questo modo: ci vorranno ottantamila euro per recuperare il metallo necessario agli impianti di aerazione, il danno dopo la beffa. Soldi che il Comune dovrà anticipare in questi giorni, che potrebbero essere contestati - una volta portate a termine le indagini sulle responsabilità del furto - anche a chi aveva il compito di vigilare e non l’ha fatto. 

Inutile dire che è corsa contro il tempo, con il tentativo - probabilmente velleitario - di riaprire la circolazione prima della vigilia. Una prospettiva su cui nessuno si sbilancia, anche alla luce di quanto avvenuto negli ultimi dieci giorni, a proposito della richiesta di dissequestro spedita dal Comune. Ricordate la storia degli atti mancanti? È l’altra faccia del pasticcio galleria. In sintesi, la richiesta di dissequestro non era corredata da allegati in grado di informare l’autorità giudiziaria a proposito dei lavori svolti da agosto a dicembre: parliamo di messa in sicurezza e delle percolazioni da Monte di Dio. Non è materia secondaria, parliamo dell’agibilità dell’intera struttura. Ma partiamo dalla fine per mettere a fuoco cosa è accaduto nell’ultimo week end. Sabato pomeriggio, a margine di un convegno a Secondigliano, il sindaco Gaetano Manfredi ha chiarito che il Comune ha spedito le informazioni integrative richieste dalla Procura. Cosa era accaduto? Tecnicamente, i pm avevano notato che la richiesta di dissequestro non era sostenuta dalle relazioni tecniche adeguate. Mancavano le prove di distacco e sulla tenuta dei tiranti, vale a dire i certificati che attestavano la messa in sicurezza della galleria; mancava inoltre la mappa delle percolazioni da Monte di Dio che sono state intercettate ed eliminate in questi mesi. Ma cosa accade ora? Possibile immaginare che a partire da lunedì mattina, i consulenti della Procura valutino gli allegati spediti (con una buona dose di ritardo) da Palazzo San Giacomo, per poi consentire agli inquirenti di esprimere il proprio parere. 

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A questo punto, ci sono due possibilità: i pm possono dirsi soddisfatti e firmare il dissequestro; oppure possono spedire un parere contrario al Comune e al gip, che dovrà poi provvedere a firmare un dispositivo. Procedure che vanno seguite passo dopo passo, che sono destinate comunque ad allungare i tempi di consegna della galleria. Inevitabile a questo punto una domanda: ce la faranno i napoletani, nel pieno dello shopping pre natalizio ad utilizzare il tunnel? Una domanda che fa i conti con le due facce della medaglia: l’attesa del rame; e l’analisi delle relazioni tecniche finora inviate. Due facce dello stesso problema, che fa i conti con la tempistica e con la pazienza di cittadini. Anche per quanto riguarda il rame, infatti, la storia è tutt’altro che lineare. Una volta reperito il materiale (parliamo di un chilometro e mezzo di metallo) bisognerà attrezzare gli impianti di aerazione e collaudarli. Non un lavoro scontato, dal momento che quei grossi ventilatori non funzionano da quattordici mesi e dal momento che sarà necessario testare il loro funzionamento prima della ripartenza. Spiega al Mattino, l’assessore Edoardo Cosenza: «Puntiamo a riaprire la galleria prima di Natale, ma non oso fornire una data. Siamo impegnati da sempre su questo caso, ma potrebbero comunque emergere criticità dalla rimessa in funzione di impianti di aerazione fermi da più di un anno. Attendiamo con rispetto le valutazioni della Procura». 

Ultimo aggiornamento: 7 Dicembre, 14:10 © RIPRODUZIONE RISERVATA