Giancarlo Siani, un'aula dell'università Vanvitelli per il giornalista ucciso dalla camorra

Il fratello del cronista ucciso dalla camorra: «La sua più grande vittoria»

Il taglio del nastro
Il taglio del nastro
di Matteo De Crescenzo
Venerdì 17 Novembre 2023, 15:31 - Ultimo agg. 18 Novembre, 09:45
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È dedicata a Giancarlo Siani, giornalista de Il Mattino ucciso dalla camorra, un’aula del dipartimento di giurisprudenza dell’Università  degli studi della Campania “Luigi Vanvitelli”. 

«Questo è un giorno speciale che segna un cambiamento – ha spiegato Paolo Siani, fratello di Giancarlo – Finalmente esiste uno spazio, all’interno di un’università della mia regione, dedicata a mio fratello: è la sua più grande rivincita nei confronti di chi lo ha voluto ammazzare». 

In moltissimi, fra studenti, docenti, giornalisti e rappresentanti delle istituzioni, hanno preso parte alla conferenza di inaugurazione, organizzata nella prestigiosa sede di palazzo Melzi, nel cuore di Santa Maria Capua Vetere.

Qui prima è stata proiettata una clip del giornalista, a seguire sono stati letti alcuni passaggi dei suoi testi, poi si sono susseguiti gli interventi dei relatori ed infine il fratello Paolo ha tagliato il nastro, inaugurando ufficialmente l’aula Siani. 

«Il dipartimento di giurisprudenza ha voluto intitolare uno spazio alla memoria di un martire dei nostri giorni –  ha detto Raffaele Picaro, direttore del dipartimento di giurisprudenza della università degli studi della Campania Luigi Vanvitelli – La speranza è che il ricordo di Siani aiuti i nostri ragazzi a proiettarsi in un futuro migliore». 

Il 25 settembre 1985 per ordine del boss Angelo Nuvoletta, su mandato del capo di Cosa Nostra Totó Riina, veniva ucciso Giancarlo, le cui uniche colpe erano quello di amare il suo mestiere e di perseguirlo con coraggio e dedizione. Per questo Giancarlo Siani fu ucciso con 10 proiettili alla testa. 

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«Giancarlo fu un giornalista che voleva raccontare quello che succedeva nel suo territorio – ha commentato Francesco de Core, direttore de Il Mattino – Ciò con grande coraggio, ma anche attraverso un metodo, che passava per la ricerca della verità e la verifica delle fonti, con grande serietà e umiltà».

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