Giorgio Mastrota, appello contro l’abbandono dei materassi a Napoli «Diamogli degna sepoltura»

Venerdì 17 Gennaio 2020 di Gennaro Morra
Giorgio Mastrota fa un appello contro l'abbandono dei materassi per strada
Se non si può parlare di vera e propria emergenza, è innegabile che quello dell’abbandono dei materassi per strada è una cattiva abitudine molto diffusa in città. Ogni giorno, infatti, tra Napoli e provincia, sono decine gli avvistamenti e le segnalazioni di materassi lasciati all’angolo di una via, nei pressi di una piazza o accanto a un contenitore dei rifiuti. A volta si tratta del giaciglio di fortuna di qualche senzatetto, ma spesso è il prodotto dell’inciviltà di quanti non sanno o non vogliono smaltire correttamente quello che, di fatto, è un rifiuto ingombrante. E pensano sia normale abbandonare per strada il loro vecchio materasso.

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In giornate particolari come questa, poi, in cui i ragazzi si preparano a dar fuoco al cippo di Sant’Antonio, una volta che il sole sarà calato, come vuole la tradizione, il rischio che quei materassi siano raccolti per alimentarne le fiamme è altissimo. Per questo, nel corso del programma La Radiazza, il conduttore Gianni Simioli, tra il serio e il faceto, ha chiesto a Giorgio Mastrota di lanciare un appello contro il loro abbandono, ma anche per chiedere di non incendiarli. E lui, personaggio televisivo diventato molto popolare proprio grazie alle televendite dei materassi, ha risposto con ironia all’invito dello speaker: «Lo dico sorridendo, ma quando un materasso muore per me è una tristezza, mi colpisce nel profondo del cuore – ha affermato –. È anche vero che quando vedo un materasso abbandonato, vuol dire che qualcuno lo sta cambiando, quindi per me sarebbe un bene. Ma al materasso bisognerebbe dare degna sepoltura».
 

«Sul materasso passiamo un terzo della nostra vita, perciò bisogna lasciarlo in un posto in cui sappiamo che possa stare bene, non abbandonarlo per strada – ha continuato Mastrota –. Ogni volta che lo vedo per strada mi vengono le lacrime, mi mette una tristezza che non si può capire». Una cattiva abitudine che, però, non sarebbe solo partenopea: «Questo fenomeno non avviene solo a Napoli o al sud, accade anche a Milano. Ma bisogna abbandonare questa tradizione e dargli degna sepoltura».
 
Poi un ascoltatore ha ricordato la sua partecipazione al film “Cient’anni” con Mario Merola e Gigi D’Alessio: «Era il 98 o 99, non ricordo bene, e abbiamo girato un po’ a Ischia e una quindicina di giorni a Napoli – ha raccontato il 55enne –. Ricordo benissimo che Mario mi aveva preso in simpatia e mi ha portato due o tre volte con lui in giro per Napoli. Ed è stata un’esperienza pazzesca».Ultimo aggiornamento: 18 Gennaio, 06:33 © RIPRODUZIONE RISERVATA