Giornata Internazionale contro l’Aids, convegno al Polo Didattico di Scampia: «La prevenzione è l’arma vincente»

L’evento promosso dal comune di Napoli in collaborazione con Vola Onlus e Anlaids Campania

Giornata Internazionale contro l’Aids, convegno al Polo Didattico di Scampia: «La prevenzione è l’arma vincente»
di Alessio Liberini
Giovedì 1 Dicembre 2022, 22:03
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«Ti hanno detto perché?» È questo il quesito scelto in occasione della Giornata Internazionale contro l’Aids per promuovere il convegno – dibattito andato in scena stamane nella nuovissima Aula Magna dell’Università Federico II di Scampia. All’evento hanno preso parte diverse centinaia di studenti provenienti dagli istituti superiori del territorio.

Prevenzione e informazione restano, ancora al giorno d’oggi, le parole d’ordine per sfatare imbarazzi e tabù al fine di preservare la propria salute e quella del rispettivo partner in modo da far comprendere, specialmente alle nuove generazioni, l’importanza di confrontarsi sulle malattie sessualmente trasmesse. A rispondere ai tanti quesiti dei giovanissimi scolari, posti via sms o in forma di bigliettini anonimi per preservare ogni tipo di privacy, ci hanno pensato i rappresentanti delle istituzioni cittadine, del mondo della sanità, della scuola, della società civile e anche del volontariato.

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L’evento, promosso dal comune di Napoli in collaborazione con Vola Onlus e Anlaids Campania, ha voluto quindi accendere un faro per sensibilizzazione i più giovani sui rischi legati alle malattie sessualmente trasmissibili. «L’Aids non è una malattia del passato – precisa Vincenzo De Falco, presidente Anlaids Campania - le infezioni sessuali sono tutt’oggi presenti. Prevenzione e informazione sono le armi vincenti. Bisogna correggere i comportamenti rischiosi per rispettare noi stessi e il nostro partner». «In questa giornata – osserva De Falco - rammendiamo la prevenzione non solo per le infezioni sessuali ma anche per i comportamenti sbagliati come l’abuso di alcolici e l’assunzione di droghe moderne».

Ma al momento come possiamo prevenire le Mst? Per la sessuologa Sonia De Balzo la domanda non può che non vedere una sola risposta: «Utilizzare sempre le protezioni».  «Il condom – motiva De Balzo - è l’unico metodo contraccettivo che può proteggerci dal virus dell’HIV e dalle altre infezioni sessualmente trasmesse come sifilide, epatite C, gonorrea e clamidia che sono le più importanti. L’unica nostra forma di protezione, specialmente per i giovani, è il preservativo: non c’è nessun altro metodo».

Tuttavia troppo frequentemente sono in molti, anche tra i più anziani, a prendere sottogamba il fenomeno, pensando che parole come Aids o Hiv – specialmente dopo la crisi pandemica scatenata dal Coronavirus – siano relegate a tempi lontani: ma non è così.

«Spesso - racconta Maria Teresa Russo, volontaria del Rotaract Club Napoli Nord Est e specializzanda di malattia infettive al Policlinico partenopeo dell’Azienda Ospedaliera Universitaria Luigi Vanvitelli - vediamo dei ragazzi che arrivano da noi già in fase Aids perché hanno avuto rapporti sessuali non protetti e vengono a conoscenza della malattia soltanto in una seconda fase. Vedendo questo virus come un qualcosa di lontano da loro ma invece è più vicino di quanto si pensi».

Maria Teresa, come il resto dei suoi colleghi volontari, per tutto il corso dell’incontro ha donato profilattici e brochure informative ai tanti studenti presenti in Aula Magna: «Cerchiamo di smuovere i giovani affinché sappiano, dal momento che non se ne parla tantissimo, di quest’argomento. Molto spesso troviamo dei pazienti affetti da HIV soltanto nella fase in cui la patologia diventa sintomatica: quando è più complicato intervenire. Se invece si potessero screenare tutti i pazienti dal primo momento e, allo stesso tempo, sensibilizzare le persone a fare quanti più test possibili per le malattie sessualmente trasmissibili non si arriverebbe alla fase più complicata che è quella della gestione dell’Aids». 

Al dibattito odierno hanno preso parte, tra i tanti, anche: il direttore del Csv Napoli Giovanna De Rosa, Maria Triassi, prima donna al vertice della Scuola di Medicina e Chirurgia dell’ateneo federiciano, Vincenzo Sangiovanni, Infettivologo Direttore III UOC Cotugno, il Vice Presidente del Consiglio regionale campano, Loredana Raia, il presidente dell’ottava municipalità, Nicola Nardella e gli assessori di Palazzo San Giacomo, Chiara Marciani (Politiche Giovanili e Lavoro) e Vincenzo Santagada (Salute e Verde). 

«In questi tempi – spiega l’assessora Marciani - vediamo un aumento di casi di malattie come la sifilide e la gonorrea che erano state dimenticate. Vogliamo quindi informare i giovani, non solo oggi ma per tutto il corso dell’anno, su queste malattie che purtroppo esistono per comprendere i rischi e quelle che possono essere le prevenzioni. La salute è il bene più importante che dobbiamo proteggere proprio per questo oggi abbiamo chiesto ai ragazzi, anche attraverso bigliettini anonimi, di fare domande che solitamente fanno su internet. Confidiamo nel fatto che gli esperti del settore possano fornire loro risposte più attendibili di quelle che trovano solitamente attraverso la ricerca su Google».  

«L’evento di oggi – chiarisce invece l’assessore Santagada - serve appunto per sensibilizzare i ragazzi che vivono la loro adolescenza, un periodo critico in tal senso. Quindi è giusto che l’Amministrazione sia presente e continueremo su questa strada organizzando altri eventi andando nelle scuole per portare un messaggio di consapevolezza di quelle che sono le malattie sessualmente trasmissibili».

A margine degli interventi istituzionali sono inoltre seguite diverse relazioni fatte ai ragazzi dai professionisti del settore. Come quella tenuta da Alfredo Franco, infettivologo dell’ospedale Cotugno di Napoli, cha ha sviscerato, attraverso storia e dati, i numeri odierni dell’Hiv/ Aids.

La giornata è stata inoltre impreziosita da alcune special guest d’eccezione. Rappresentate dal comico di Made in Sud, Alessandro Bolide e dall’artista Walton Zed.

Bolide, noto ai più per il suo celebre tormentone «Ma che ce ne fotte», oltre a portare la sua genuina comicità è riuscito contestualmente anche a far riflettere, con un sorriso, gli studenti presenti in platea: «Spesso tra i ragazzi si dice “dai facciamolo per la prima volta senza profilattico perché io ti amo” ed è lì che è giusto dire “Ma che me ne fotte, proteggiamoci!».

Mentre l’artista Walton Zed ha donato, per l’occasione, due suoi lavori. Uno rappresentante una mano di un bimbo che stringe quella di un anziano mentre un altro raffigurante una coppia di fidanzati abbracciati su di un letto: «Per me – racconta l’artista - è una tematica molto cara. Dipingo spesso corpi intrecciati perciò oggi mi sembrava opportuno portare proprio un messaggio di libertà attraverso le immagini di quest’abbraccio. Il paradosso è che la precauzione può sembrare una sorta di costrizione ma in realtà tramite questa piccola costrizione, rappresentata dall’uso del profilattico, si può veramente vivere la libertà del rapporto. Il mio lavoro è un’esplosione di libertà di contatto col messaggio, specialmente per le nuove generazioni, di essere più coscienti di tutti i rischi al quale si va incontro se non si attua una precauzione».

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