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Giornata nazionale della memoria e dell'impegno, don Ciotti: «L'80% dei familiari non sa la verità»

Lunedì 21 Marzo 2022
Giornata nazionale della memoria e dell'impegno, don Ciotti: «L'80% dei familiari non sa la verità»

«È una città meravigliosa Napoli, una città di fantasia, creativa, con le sue ferite e contraddizioni, ma con la sua grande positività. Era stato combinato questo incontro per 6mila persone al massimo e i familiari delle vittime. I ragazzi si sono riversati in migliaia, i ragazzi sono stanchi delle parole, vogliono fatti e concretezza. La dimostrazione che hanno voglia di portare un loro contributo per il cambiamento». Così il presidente di Libera don Luigi Ciotti al termine della manifestazione che ha visto in piazza decine di migliaia di persone a Napoli nel giorno della memoria delle vittime innocenti di tutte le mafie.

«Delle centinaia di familiari - sottolinea - l'80% di loro non conosce la verità, senza verità non si può costruire giustizia, eppure le verità passeggiano per le vie delle nostre città. Il problema dell'omertà è che uccide la verità, anche la speranza della gente. Chiedono verità, solo così possono avere giustizia. Delle stragi avvenute in Italia nel dopoguerra di nessuna si conosce la verità. Non è possibile tutto questo, chiedono una cosa che non ha senso nella politica, che le persone ammazzate prima del '61 non siano riconosciute come vittime di mafia. Anche se sono state ammazzate dalla mafia, hanno messo una data e quelle prima del '61 non sono riconosciuti. Anche loro devono essere riconosciuti. Chiedono che la direttiva europea sulle vittime dei reati venga resa concreta nel nostro Paese». 

 

«Siamo qui per i familiari delle vittime innocenti - ha aggiunto don Luigi Ciotti - abbiamo voluto una giornata che lo Stato italiano decretasse sua perché deve restare, noi ce ne andremo, deve restare a mordere le coscienze. E oggi auguro a tutti un conflitto, il conflitto che io auguro a tutti, in un momento di fatica e sofferenza pensando alla guerra e alle altre 33 guerre che sono in atto sulla faccia della terra, è il conflitto delle proprie coscienze. A volte sono coscienze addomesticate, addormentate. Le mafie nonostante tutto sono tornate forti. La variante del Covid più pericolosa è la variante criminalità. Loro usano di meno per sparare ma di più per premere tasti e spostare denaro che hanno per riciclarlo. Usano altre tecnologie, ma le mafie sono forti».

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Don Ciotti rivolge un pensiero anche al concetto di antimafia: «L'antimafia è una parola pericolosa - mette in guardia - qualcuno la usa come carta d'identità per presentarsi. È una parola da mettere in quarantena permanente, preferisco una città consapevole e responsabile. Il nostro impegno è per la vita, lottare contro la violenza criminale, le ingiustizie, la corruzione, le mafie, vuol dire lottare per dare libertà e dignità alle persone, la vita. Lotta alla mafia vuol dire lavoro, cultura, politiche sociali, dare gli studenti alla gente perché sennò quei vuoi li riempiono altri».

Ultimo aggiornamento: 18:47 © RIPRODUZIONE RISERVATA