Napoli in piazza per Salvatore: «Non si può morire per 35 euro»

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di Oscar De Simone

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Presidiano da questa mattina la sede della direzione territoriale del lavoro in via Amerigo Vespucci. Sono ragazzi e ragazze che hanno deciso di scendere in strada con uno slogan: «Di lavoro nero si muore». Sono tutti giovanissimi e con questa azione di protesta intendono manifestare solidarietà alla famiglia di Salvatore, morto lo scorso martedì mentre puliva il lucernario dell’ascensore di uno stabile in via Duomo.
 

«Sono già 318 le morti su lavoro dall’inizio dell’anno», dichiara Bruno Martirani di “Napoli direzione opposta”. «Tutto questo è inaccettabile e siamo qui proprio per manifestare il nostro dissenso e la nostra vicinanza alla famiglia di Salvatore». 

Una manifestazione di dissenso insoma, quella dei ragazzi che stamattina hanno preso parte al presidio. Una vera azione di contrasto e di protesta a quello che è il mondo del lavoro nero che sempre più spesso, continua a mietere vittime in tutto il paese. «Continueremo ad alzare la voce - spiegano i ragazzi - perché l’unica arma che abbiamo è quella della protesta e dell’opposizione a un sistema che garantisce solo morte e precarietà».
Giovedì 12 Luglio 2018, 10:55 - Ultimo aggiornamento: 13-07-2018 08:34
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