Spot Dolce & Gabbana girati a Napoli: è bufera. «Soliti cliché». «No, romantico folclore» | Video

Lunedì 4 Settembre 2017 di Gennaro Morra
Emilia Clarke in una scena dello spot girato per Dolce & Gabbana

Fanno discutere i due nuovi spot lanciati nei giorni scorsi dalla casa di moda Dolce & Gabbana per pubblicizzare la fragranza maschile e femminile di un profumo. Girati a Napoli e diretti da Matteo Garrone, gli spot sono interpretati da Emilia Clarke e Kit Harington, celebri protagonisti de “Il trono di spade”, attualmente la serie tv più vista nel mondo. Due clip fotocopia, della durata di un minuto ciascuna, in cui la Clarke e Harington, separatamente, entrano in una piazza e vengono accolti da una folla festosa e chiassosa, mentre in sottofondo si sente “Tu vuò fà l’americano” di Renato Carosone cantata da Franco Ricciardi. E su Youtube come didascalia ai due filmati si legge: «Girato per le strade di Napoli, con persone reali che vivono la vita quotidiana, la nuova campagna pubblicitaria per The One è stata diretta dal regista italiano Matteo Garrone».
 
Proprio questa rappresentazione di Napoli non è piaciuta a molti utenti che hanno commentato i due spot pubblicati sui canali social di D&G. Ad attirare le maggiori critiche è stato quello che vede protagonista l’attrice britannica, in cui tra la folla festante, che la invita a una spaghettata organizzata in mezzo alla strada, spuntano un Pulcinella e un pazzariello. «Certo perché tutti i giorni a Napoli c'è gente vestita da Pulcinella o signore che cucinano la pasta e la mangiano per strada offrendola a tutti», scrive Nunzia sotto il video pubblicato su Youtube, contestando quel “con persone reali” contenuto nella didascalia. Critico anche il commento di Rachele: «Mai ho visto tanti stereotipi in una pubblicità. Come italiana mi sento un po' offesa, quando ci libereremo di questa immagine?». Sulla stessa lunghezza d’onda ciò che scrive Tiziano: «E ancora una volta l'Italia è mostrata come se stessimo ancora vivendo nel 1950. La cultura napoletana è ancora una volta mostrata come se fosse quella dominante in Italia. Ma ci sono 20 regioni diverse e tutti abbiamo tradizioni diverse. Abbiamo molto da offrire oltre i costumi e le pizze. Non è carnevale e non siamo clown. Emilia è stupenda come sempre, ma il concetto dietro il video è offensivo e pieno di stereotipi sbagliati. Come italiano non mi piace come questo spot mostra il mio paese».
 
Ovviamente, non tutti i commenti sono negativi, ma c’è anche chi nei video non ci trova nulla di oltraggioso. Come Alessandra, che controbatte proprio a Tiziano: «È un romanticismo sentimentale di una Napoli passata. Non essere offeso. È una cosa bella». Anche Vittoria è d’accordo e spiega: «Non rappresentano la vita quotidiana. Dovrebbero mostrare una situazione festosa e si può vedere qualcosa di simile quando c'è una festa in città. Da nessuna parte hanno detto che questo accade dappertutto in Italia o che succede ogni giorno. Se le persone vogliono pensare diversamente è un problema loro». Livia, invece, sostiene che siano proprio quei cliché ad attirare i turisti: «Siete seri quando dite che non rappresenta Napoli? In realtà sono cose che appartengono ancora alla Napoli di oggi, grazie anche a questa cultura persone di tutto il mondo vengono a visitarla. Se andate a Napoli mi volete dire che il pescivendolo, la Signora con i bigodini, pulcinella, persone che cantano all'improvviso non ci sono? A chi dice che i turisti ci disprezzano perché facciamo tanto casino e perché abbiamo ancora questi stereotipi rispondo con un aneddoto a cui ho assistito a luglio: nella funicolare che va al vomero dei turisti americani cantavano e ballavano "Tu vuò fà l’americano"!».
Ecco i due spot:
 



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