Sequestrato da tre magrebini, libero imprenditore di Gragnano

Domenica 30 Maggio 2021 di Monica Riccio e Dario Sautto
Sequestrato da tre magrebini, libero imprenditore di Gragnano

Era stato rapito per un presunto debito da 5mila euro che non aveva intenzione di restituire, e i suoi rapitori erano pronti a portarlo in Francia se non avesse pagato. A mettere fine all'odissea vissuta martedì da un cinquantasettenne di Gragnano è stata nel tardo pomeriggio dello stesso giorno la Polizia Stradale di Orvieto che sulla Autostrada del Sole, nel tratto umbro di propria competenza, ha intercettato il veicolo sul quale l'uomo si trovava. L'episodio è stato reso noto solo ieri dalla Questura di Terni, dopo la convalida dell'arresto di due francesi di origini magrebine.

Secondo quanto riferito dagli uffici della Questura, ad allertare i poliziotti su un probabile sequestro di persona avvenuto in provincia di Napoli sarebbero state alcune segnalazioni giunte martedì, nel primo pomeriggio, alla Sala Operativa della Polizia Stradale di Roma. Secondo le informazioni fornite la cui provenienza è ancora tutta da chiarire i rapitori e il sequestrato viaggiavano a bordo di un'autovettura di colore scuro, una Opel con targa francese diretta al nord. Attivati quindi immediatamente i servizi di controllo sul tratto autostradale di competenza la Polizia Stradale di Orvieto, guidata dal sostituto commissario Stefano Spagnoli, sotto il coordinamento del Centro Operativo di Fiano Romano, è riuscita ad intercettare il veicolo segnalato che viaggiava, come indicato, verso nord e con a bordo quattro persone.

Al momento del fermo avvenuto mediante l'utilizzo di numerose pattuglie ma soprattutto con la messa in atto da parte degli agenti di una operazione basata su tecniche collaudate in grado di garantire la massima sicurezza per gli utenti in transito, non è sfuggito agli uomini del comandante Spagnoli, lo sguardo di evidente sollievo di uno degli occupanti il quale, avvicinato da un agente, ha subito sussurrato a bassa voce e con il timore di essere udito, di essere stato rapito. Con lui, a bordo del veicolo, tre uomini francesi, tutti quarantenni di origini magrebine con precedenti alle spalle, che insieme al napoletano sono stati immediatamente condotti presso la caserma della Polstrada di Orvieto.

Qui il cinquantasettenne, piccolo imprenditore di Gragnano con precedenti per truffa e ricettazione, residente più all'estero (in Corsica) che in Italia, ha raccontato agli investigatori che era stato caricato in auto intorno alle 13,30 di martedì. Una volta in macchina, era stato privato del cellulare ed era partito uno strano giro, che aveva toccato Pompei, Castellammare e dintorni, prima di prendere l'autostrada. Nella sua denuncia ha aggiunto che i suoi interlocutori vantavano da lui un presunto credito di circa 5mila euro, soldi reclamati dai sequestratori ma sono in corso accertamenti per capire in che ambito possa essere maturato il debito. Secondo la testimonianza resa, per costringerlo a entrare nell'auto, i tre non avrebbero usato armi, ma lo avrebbero invitato a salire a bordo con la forza. Questo almeno è quanto si è potuto capire basandosi sul racconto che l'uomo ha fornito agli agenti ai quali è apparso molto intimorito. 

I tre, sui quali non è emerso alcun precedente italiano, sono risultati essere pluripregiudicati e noti alle forze dell'ordine francesi, «uomini spiega una nota della Polizia di elevato spessore criminale, di caratura internazionale» con alle spalle, a quanto pare, gravi reati contro la persona, rapine a mano armata ed anche una fuga, con aggressione ai danni degli agenti, da una caserma di polizia francese. Alla luce di quanto accertato due dei tre rapitori sono stati arrestati perché ritenuti responsabili di sequestro di persona a scopo di estorsione e ora si trovano nel carcere di Perugia. La posizione del terzo uomo presente a bordo del veicolo fermato è ancora al vaglio degli inquirenti, così come lo sarebbe anche la testimonianza resa dal rapito sulla quale, non è escluso, potrebbe aver pesato il timore dell'uomo di subire ritorsioni. Il cinquantasettenne, invece, dopo tutte le formalità di rito, è tornato a casa accompagnato da alcuni familiari. Nel frattempo le indagini continuano anche se nei prossimi giorni il fascicolo aperto dalla Procura della Repubblica di Terni, dovrebbe passare, per competenza, a quella di Torre Annunziata o, nel caso scattassero delle aggravanti legate ad una richiesta di riscatto, alla distrettuale di Napoli. 

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