Green pass e sport all'aperto: è caos regole sull'uso della certificazione verde

Domenica 19 Settembre 2021 di Valentino Di Giacomo
Green pass e sport all'aperto: è caos regole sull'uso della certificazione verde

Più che liti per un gol o per un fuorigioco, ora sui campetti napoletani si discute di più su chi ha il Green pass oppure no, soprattutto negli spogliatoi. Tutta colpa di una legge un po' contorta perché per giocare a calcetto all'aperto non c'è bisogno del Green pass. E non serve la carta verde neppure per fare la doccia negli spogliatoi, ma c'è chi lo richiede. Gli sportivi napoletani e i gestori dei campetti sono praticamente in preda al caos. Mentre tra pochi giorni il Green pass diventerà obbligatorio per tutti i lavoratori, nel calcetto amatoriale non è possibile sapere se sia necessario portare con sé il lasciapassare. Lo spogliatoio dove fare la doccia diventa una zona grigia, né rossa né verde. Ogni centro sportivo fa un po' come gli pare. Un rebus che genera confusione per chi si cimenta con il calcetto, il tennis e il sempre più diffuso padel. Ne nascono anche infinite discussioni soprattutto da parte di chi si è vaccinato e vorrebbe essere tutelato mentre fa sport nei confronti di chi invece rifiuta i farmaci anti-covid. 

La legge obbliga solo gli sportivi di palestre e piscine al chiuso a dotarsi del Green pass, mentre non vige nessun obbligo per gli sport all'aria aperta. Ecco quindi il cortocircuito perché tanti amatori potrebbero magari sentirsi più al riparo da possibili contagi quando sono in campo all'aperto, ma meno quando devono poi andare negli spogliatoi per fare la doccia insieme a compagni di squadra no-vax. Tra le domande a cui risponde il governo c'è proprio il caso-spogliatoi per chi fa sport. «Non è richiesto il possesso della Certificazione - è scritto sul sito del Dipartimento per lo Sport - ma permane l'obbligo di mantenimento del distanziamento interpersonale di almeno un metro e di tenere correttamente indossata la mascherina». Resta certamente curiosa l'indicazione di indossare la mascherina, pratica impossibile sotto la doccia, ma soprattutto il lasciare per diversi minuti molte persone in un luogo chiuso senza avere certezza se siano vaccinate. 

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Finché la legge è così poco chiara a Napoli ogni centro sportivo si comporta come gli pare. Non essendoci alcun obbligo la maggior parte dei proprietari di campi all'aperto non effettua controlli anche per non perdere clienti. Certo, spetta comunque ai responsabili dei campi verificare che negli spogliatoi sia osservato il distanziamento. «Così è impossibile - spiega il proprietario di alcuni campetti di Agnano - sarebbe meglio avere regole certe». Una richiesta di chiarezza che arriva anche da Vittorio Coppola, referente del calcio amatoriale all'interno dell'Istituto Sacro Cuore. «Noi facciamo - spiega - come se il pass fosse obbligatorio per l'accesso alle docce, ma se qualcuno si opponesse non saprei come regolarmi perché avrebbe la legge dalla sua parte». Sulla stessa scia il responsabile della Ssd Europa, Domenico Scamardella. «Il tema è nazionale e la regola è troppo ambigua perché si rischia la quarantena. Ai genitori dei ragazzi della nostra scuola calcio chiediamo di poter accedere solo con il Green pass, ma servirebbero indicazioni più chiare».

Ultimo aggiornamento: 12:33 © RIPRODUZIONE RISERVATA