Lago d'Averno, la grotta della Sibilla
dimenticata e in preda alle frane

Lunedì 27 Gennaio 2020 di Antonio Cangiano
Lago d'Averno, crollo alla Grotta della Sibilla

Una frana ha interessato l’entrata della Grotta della Sibilla, sulle sponde del lago d’Averno, nei Campi Flegrei. Lo smottamento di terreno, assieme ad alcuni conci di tufo rovinati al suolo, ha occluso il percorso di accesso all’ingresso dello speco, già chiuso e in abbandono da tempo.

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Alcune foto del sito, scattate da Giulio Simralin, che ritraggono lo stato dei luoghi così come si presentano oggi 27 gennaio, anche se lo smottamento potrebbe risalire a qualche settimana fa, sono state condivise da diverse pagine ‎Facebook del territorio (Dicearchia, ArcheoFlegrei - Gruppo di Studio, ed altri)  molto attente e attive alla divulgazione delle bellezze archeologiche, storiche e naturalistiche dei Campi Flegrei.

L'abbandono del sito archeologico conosciuto come Grotta della Sibilla o Grotta del bagno della Sibilla, ha inizio nel 2015 quando il vecchio custode, Carlo Santillo, soprannominato «Caronte», a causa di problemi di salute, ha interrotto le visite guidate. In stato di forte abbandono, il percorso che conduce allo speco risulta periodicamente invaso da cartacce, rovi e preservativi.
 
Scoperto durante gli scavi archeologi, promossi dai Borbone nel 1750 e 1792, la grotta fu identificata, erroneamente, con la grotta oracolare della Sibilla Cumana e pertanto divenne una delle mete preferite dei viaggiatori del Grand Tour, nei Campi Flegrei. In realtà l’antro è più semplicemente uno dei camminamenti militari di epoca romana voluti da Marco Vipsanio Agrippa nel 37 a.C. nell’ambito dei lavori per la realizzazione di porto Giulio e destinato ad agevolare le comunicazioni tra il lago d’Averno e il bacino del Lucrino.

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