Il racconto di Ossuele: «Volevano
ammazzarmi senza motivo»

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di Andrea Ruberto

“Hanno cercato di uccidermi senza alcun motivo”. La paura è ancora impressa negli occhi di Ossuele Gnegne, l’Ivoriano investito ieri mattina ad Arzano da quattro ragazzi a bordo di una smart. 

“Mentre venivo in bicicletta nella palestra dove lavoro da un anno mi hanno investito con la macchina volutamente. Ti uccidiamo, mi hanno urlato mente mi inseguivano con un cric o una mazza, non sono riuscito a vedere bene. Mi sono nascosto e ho chiamato i carabinieri, mentre loro continuavano a girare con la macchina per trovarmi. Sono arrivati i carabinieri e li hanno portati in caserma. Io sono stato portato in ambulanza all’ospedale di Frattamaggiore dove mi hanno messo il gesso che dovrò tenere per trenta giorni”. 

Ossuele, che vive in Italia con regolare permesso di soggiorno ed è impiegato in una palestra con contratto a tempo indeterminato, conclude il suo racconto con un invito al governo: “L’Italia è un paese civile e dobbiamo vivere civilmente, il governo deve cercare di mettere a punto queste cose. Sia stranieri che italiani devono rispettarsi l’un l’altro perché siamo tutti umani”.
Venerdì 1 Febbraio 2019, 18:05 - Ultimo aggiornamento: 2 Febbraio, 08:21
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