Genny Fenny, la confessione del neomelodico: «Ho tentato il suicidio»

Martedì 28 Gennaio 2020 di Melina Chiapparino

«Volevo morire ma adesso mi sento un miracolato». Gennaro Damiani, conosciuto nell’ambito della musica neomelodica partenopea con il nome di Genny Fenny, non si tira indietro nel raccontare il momento più buio della sua vita. Ieri pomeriggio, l’ambulanza del 118 lo aveva soccorso sulla scogliera del lungomare di Mergellina dove era stato disteso in stato di incoscienza da alcuni ragazzi che avevano notato il corpo in acqua ed erano riusciti a estrarlo dal mare.

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«Ho tentato il suicidio perché la mia vita è diventata sempre più difficile fino al punto che temo di non poter più aiutare mio figlio a crescere» spiega il 35enne napoletano recuperato dai sanitari in forte stato di ipotermia e ricoverato all’ospedale Loreto Mare. Il neomelodico con la faccia da scugnizzo e tatuaggi di Scarface sul corpo, ha conquistato popolarità nel mondo dello spettacolo per la partecipazione al reality “Affinity” e la realizzazione del film “Sodoma, la scissione di Napoli” ma è noto anche per la sua love story con la showgirl partenopea Marika Fruscio.

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I problemi per Genny Fenny sono cominciati con l’affievolirsi della sua vita artistica che si è praticamente azzerata fino a quando gli agenti del Compartimento di Polizia Ferroviaria Campana lo hanno arrestato, il 4 aprile del 2018, perché faceva il parcheggiatore abusivo nei pressi della stazione Garibaldi di Napoli. «Negli ultimi tempi mi sono accadute molte cose negative, sia in ambito familiare che lavorativo e la mia vita era diventata un inferno- spiega Genny, ricoverato nel reparto di Osservazione breve- il mio unico pensiero e la mia grande preoccupazione era per mio figlio che ha 13 anni e per la famiglia che mantengo per questo mi sono ritrovato a fare il parcheggiatore abusivo».
 


Dopo aver pagato il suo conto con la giustizia, il 35enne ha provato a non rinunciare alla passione per la musica e il cinema ma senza riuscire ad avere i risultati sperati, fino a ieri pomeriggio quando si è lanciato dalla scogliera. «Ho sempre portato avanti tanti progetti- spiega il cantante- ho realizzato e prodotto anche un film che parla di Napoli e delle faide di camorra ma sempre con risvolti sociali e con la vittoria dello Stato però sono arrivato a vivere un periodo nero». «Ieri ho preso un pullman da via Marina per arrivare a Mergellina e trovare un po' di solitudine- racconta Genny- mi sono arrampicato sulla scogliera. Ho pensato che sarebbe stato inutile tornare a casa per dire a mio figlio che mi sentivo un fallito. In quel momento ho creduto che la mia vita fosse veramente finita e ho pensato di uccidermi».

«Ricordo che avevo un giubbetto bomber che si è impregnato subito d’acqua tirandomi giù- aggiunge il neomelodico- poi credo di essere svenuto, ho dei ricordi confusi ma so che il ragazzo che mi ha salvato si chiama Giovanni e voglio dirgli che è stato il mio angelo custode e ringrazio anche l’equipaggio del 118 della postazione Chiatamone e la polizia che mi hanno aiutato in quel momento».

Nel raccontare quei momenti drammatici, Genny non nasconde le lacrime e mette da parte ogni imbarazzo nel confessare le sue debolezze e paure. «Ho fatto un gesto per disperazione e per il quale chiedo scusa a tutti e alla mia famiglia, ora vorrei solo trovare un lavoro, un vero lavoro per far crescere mio figlio- conclude Genny- perché non farei mai più il parcheggiatore abusivo ma il sogno più bello sarebbe continuare a fare musica». Sulle pagine social del neomelodico partenopeo sono arrivati messaggi di solidarietà e affetto, comprese le parole di Andrea Lybra il procuratore che lo segue da 10 anni e che ha sottolineato «il coraggio di Genny nel parlare di un episodio drammatico che riflette il difficile periodo per il mondo artistico ma, nello stesso tempo, rappresenta un punto di partenza per ricominciare e un messaggio di speranza per chi è in difficoltà».

Ultimo aggiornamento: 29 Gennaio, 06:32 © RIPRODUZIONE RISERVATA