Covid, l'appello delle future mamme in Campania: «I papà con noi durante il parto»

Mercoledì 2 Dicembre 2020 di Paola Marano

Chiedono alle direzioni sanitarie dei punti nascita della Campania di poter essere assistite dal proprio marito o compagno durante tutte le fasi del parto. E’ l’appello lanciato da un gruppo di future mamme e da altre donne che si sono ritrovate a dover dare alla luce una nuova vita prive di un supporto fisico ed emotivo.
La pandemia ha fatto irruzione anche in uno dei momenti più felici per una coppia e secondo le indicazioni dell'Istituto Superiore di Sanità relative alle nascite durante la diffussione del Sars-CoV-2 «la presenza del padre, o di una persona a scelta della donna, durante il travaglio, il parto e la degenza ospedaliera – si legge sul sito dell’ISS -  è un aspetto organizzativo che compete alle singole strutture sanitarie».

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Una discrezionalità che rende la ricerca di un presidio sanitario disposto a consentire la presenza di una persona di fiducia accanto alle partorienti sempre più complicata: nella maggior parte dei casi anche le donne non positive al virus restano in degenza e vivono le loro prime ore da madri in solittudine.  E nella migliore delle ipotesi il papà potrà vedere e conoscere il bambino o la bambina soltanto dopo 3-4 giorni.  L’unica soluzione, praticabile nell’ambito della sanità privata, per dare la possibilità ai futuri padri di stringere la mano alle proprie congiunte e conoscere subito il nascituro è prenotare una stanza privata a pagamento, non prima però di essersi sottoposti a tampone. «Ho rotto le acque il 5 novembre e sono stata tutta la giornata sola. Il 6 si è liberata la stanza privata e, al costo di 250 euro al giorno più il tampone, è entrato mio marito – racconta Antonella - Quindi i 3 giorni seguenti, compreso il travaglio, li ho trascorsi insieme a lui».

«Sappiamo che questo momento è difficile per tutti ma chiediamo alle direzioni sanitarie delle strutture campane di seguire le indicazioni dell'Istituto Superiore di Sanità, che non vietano di avere una persona al nostro fianco durante il parto - spiega Marjara Petito, 28enne influencer e modella napoletana di origini brasiliane al nono mese di gravidanza, che si è fatta portavoce dell'istanza - Non si tratta di un capriccio, ma di un modo per partorire in condizioni serene. I papà hanno gli stessi diritti di una mamma di vedere il proprio bambino nascere, e noi donne incinte non possiamo essere abbandonate in un momento così delicato e al contempo meraviglioso. Alcune di noi hanno avuto delle crisi post-parto proprio perché hanno vissuto questi attimi nel peggiore dei modi».

Una situazione aggravata dalla carenza tangibile di personale negli ospedali campani, impegnati a fronteggiare la crisi sanitaria provocata dal Covid- 19. «Sappiamo che in questo periodo non c'è abbastanza personale e le infermiere non dovrebbero fare da badanti – sottolinea Marjara -  quindi è giusto avere una persona che ci possa accudire negli aspetti più semplici della degenza, senza dover ricorrere a personale specializzato anche solo per  un fazzoletto. Chiediamo di essere ascoltate perché il nostro è un diritto». 

Ultimo aggiornamento: 18:54 © RIPRODUZIONE RISERVATA