«Il cantiere ha cancellato il mio bar: costretto a licenziare venti persone»

di Paolo Barbuto

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Da giugno ad oggi è stato già costretto a lasciare a casa dieci dipendenti, se le cose non cambieranno al più presto altri dieci, cioè la totalità degli addetti, perderanno il lavoro. «Chicco d’Oro», piazza Municipio, il Maschio Angioino è così vicino che ti sembra di poterlo toccare con una mano. Pasticceria prodotta nel laboratorio interno ogni mattina, cucina espressa: turisti e napoletani s’affollavano qui dentro. Il verbo al passato è d’obbligo, perché da più di tre mesi qui dentro arrivano solo pochi avventurosi: il locale è accerchiato dai lavori di restyling della piazza, riuscire a raggiungerlo è complicato. iovanni De Vivo è il titolare, assieme alla sorella, della struttura. 28 anni e uno sguardo preoccupato che si appoggia su uno dei dipendenti storici: «Lo vedi lui? Ha sei figli e lavora qui dal primo giorno d’apertura. Come faccio a dirgli che deve andare a casa perché io qui sono costretto a chiudere?». 
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Martedì 18 Settembre 2018, 09:43 - Ultimo aggiornamento: 18-09-2018 09:52
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