Il caso della Circum: «Giorni orribili, minacce e insulti ma mai dubitato dei nostri figli»

di Francesco De Sio

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Per ammirare il volo della nottola di Minerva, simbolo di saggezza e giustizia nella mitologia greca, era necessario attendere con pazienza le ore del crepuscolo. L'allegoria aiuta a rendere l'idea dell'aria nuova che aleggiava ieri a San Giorgio dopo la scarcerazione del terzo indagato per il presunto stupro della Circum. A un mese esatto da quel giorno, i nuovi elementi evidenziati dal dibattimento che ha ridato la libertà anche a Raffaele Borrelli potrebbero cambiare in maniera significativa le carte in tavola. Il racconto della 24enne di Portici non sarebbe attendibile. I motivi, secondo i togati, andrebbero ricercati in alcuni disturbi psichici della ragazza che ne metterebbero in dubbio la credibilità ma che, paradossalmente, riuscirebbero a non aggravare la posizione di coloro i quali potrebbero averne tratto vantaggio.

Questione di malizia e di punti di vista, insomma. Fattori sufficienti, comunque, a far crollare l'impianto accusatorio e sancire la brusca inversione a U rispetto a quanto ordinato dal gip in prima istanza. Ecco così che ieri, accolto da un cielo uggioso, Raffaele «o' russ» - com'è chiamato dagli amici per la chioma inconfondibile - ha fatto ritorno a casa, scortato in macchina dalla mamma e dalle sorelle. Arriva poco prima delle 18, con la zia che lo aspetta al cancello. «La ragazza poco credibile? Lo sapevamo tutti - dice nell'attesa del nipote, reduce da un mese intero trascorso a Secondigliano - ci siamo tenuti dentro questo fardello per tutto questo tempo, ma la verità è che non c'è stato nessuno stupro». Nemmeno il tempo di finire la frase, che l'automobile con a bordo Borrelli fa manovra per entrare nel vialetto di casa. Il 18enne accenna un sorriso e si ripara con malcelata fretta dietro l'uscio. L'avvocato gli ha raccomandato di non parlare. La sorella e il marito, invece, si lasciano andare a qualche parola: «È la fine di un incubo per noi, abbiamo dovuto sopportare bugie e ingiurie per settimane, ma eravamo fiduciosi che la giustizia avrebbe fatto il suo corso e così è stato. Sono stati giorni orribili, qualcuno è arrivato addirittura a minacciarci, però ciò che conta è che adesso Raffaele è di nuovo qui con noi e sta bene. Al momento opportuno verrà chiarita ogni cosa».

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Venerdì 5 Aprile 2019, 09:09 - Ultimo aggiornamento: 05-04-2019 09:10
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COMMENTA LA NOTIZIA
1 di 1 commenti presenti
2019-04-05 13:13:24
É tornato a casa “ l’eroe” , innocente e puro come la vergine Maria ... sarà fiera signora del suo figlioletto che si accoppia come cani dentro un’ascensore insieme ad altri due amici..... complimenti .....

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