Baretti, sfida su Fb tra i rampolli dei clan: in cella il figlio del boss di Fuorigrotta

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di Leandro Del Gaudio

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Dopo quella notte di violenza e vendetta, avrebbe fatto di tutto per allontanare da sé i sospetti, provando a dribblare le indagini, fino ad ammonire quelli della sua cerchia di non raccontare alcun particolare agli investigatori. Poi sarebbe sparito dalla circolazione per un po': era andato a farsi medicare a Pozzuoli e non a Fuorigrotta o in altri ospedali cittadini, sempre per sviare le indagini, e si era guardato bene dal ritornare a casa, magari per evitare la prova stube, il cosiddetto guanto di paraffina che inchioda chi ha premuto il grilletto e fatto fuoco con la pistola. Sono questi i motivi che hanno spinto i pm della Procura di Napoli ad imprimere una accelerata nel corso dell'inchiesta sulla rissa avvenuta la notte tra il 18 e il 19 novembre scorsi, nel pieno della movida partenopea. Ed è così che ieri mattina, il ventenne Giuseppe Troncone è stato arrestato: pericolo di fuga e inquinamento probatorio, oltre alla gravità degli indizi raccolti finora sul suo conto. Un colpo a sorpresa, dal momento che sempre nel pomeriggio di ieri era stato fissato un interrogatorio investigativo in Procura. Difeso dai penalisti Antonio Abet e Giuseppe Perfetto, ora Troncone (figlio ventenne di Vitale, a sua volta ritenuto boss di Fuorigrotta) è accusato di tentato omicidio, per aver esploso colpi di pistola nella folla dei cosiddetti baretti, con un'arma detenuta illegalmente.

Questa mattina sarà comunque interrogato dai pm Celeste Carrano e Antonella Fratello, sotto il coordinamento del procuratore aggiunto Filippo Beatrice, mentre nei prossimi giorni sarà un gip del Tribunale di Napoli ad interrogare il ventenne per la convalida del fermo. Chiara la ricostruzione di quanto avvenuto alle tre e venti di domenica 19 novembre scorso: due gruppi si sono sfidati sui social, probabilmente su facebook, forse in relazione a litigi consumati in precedenza o a semplici provocazioni via social. Appuntamento a Chiaia, zona baretti, dove una trentina di soggetti legati al clan Formicola di San Giovanni a Teduccio si sono presentati armati di spranghe e coltelli con l'obiettivo mirato di colpire quelli di Fuorigrotta. Ronde in sella agli scooter, terreno di scontro in via Carlo Poerio, dove quelli di Napoli est hanno incontrato il gruppo che sarebbe stato capeggiato da Giuseppe Troncone, dando inizio all'aggressione. È così che il ventenne avrebbe rimediato una serie di fendenti alle gambe, prima di estrarre la pistola e fare fuoco.
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Giovedì 30 Novembre 2017, 08:17 - Ultimo aggiornamento: 30-11-2017 16:52
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