«Il concorso per la scuola è un segnale positivo ma limita chi non ha l'abilitazione»

Professoressa Sara Grieco
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di Ilenia De Rosa

Qualuno gioisce ma tanti restano con l'amaro in bocca. Il concorsone per la scuola che metterà in palio quasi 64mila cattedre non viene accolto positivamente da tutti. «Ho insegnato per tre anni in una scuola paritaria - racconta una docente precaria - e questo è il primo anno che insegno presso un'istituto statale. Sono laureata in matematica e, oltre al percorso universitario, ho dovuto studiare molto per conseguire l'abilitazione. Chi è già in possesso del titolo abilitativo secondo me dovrebbe avere una corsia preferenziale piuttosto che ricominciare daccapo sostenendo un concorso con il rischio di non superarlo». Frustrazione e sconforto anche tra i non abilitati. «Una mia carissima amica sta vivendo giorni di grande sconforto - racconta una docente - poichè, non avendo mai conseguito l'abilitazione, non avrà la possibilità di accedere a questa prova e realizzare il sogno di entrare di ruolo nella scuola». 

«Da preside voglio sottolineare l'importanza del concorso - commenta Angela Cioffi, preside dell'istituto d'istruzione superiore Vitruvio di Castellammare di Stabia - ma allo stesso tempo aggiungere che sarebbe stato opportuno dare la possibilità anche a chi si trova nelle graduatorie di terza fascia, e quindi senza titolo abilitativo, di accedere a questa selezione. Inoltre, mi auguro, che questo strumento possa anche garantire una continuità didattica, che è fondamentale per gli studenti».
Venerdì 19 Febbraio 2016, 16:51
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