CORONAVIRUS

Napoli Est, il coro virtuale contro la solitudine: la scuola ai tempi del coronavirus

Lunedì 20 Aprile 2020 di Alessandro Bottone

La musica elimina ogni distanza e aiuta a convivere con le ansie e con la preoccupazione generate in questo difficile periodo per la diffusione del coronavirus. Le misure restrittive, necessarie a limitare il contagio, hanno trovato una valvola di sfogo proprio nelle note e nelle canzoni. Lo sanno bene i giovanissimi studenti di Ponticelli, quartiere nella periferia orientale di Napoli, che già da tempo hanno fatto della musica non solo una disciplina da studiare ma anche uno strumento per farsi ascoltare e per gridare paure e angosce così come per raccontare amori e passioni.

«Voci nuove» è l'iniziativa che l'istituto comprensivo 83° Porchiano Bordiga di Napoli Est porta avanti già da quattro anni nell'ambito dei progetti di Scuola Viva per contrastare le diverse forme di marginalità sociale che diventano molto spesso causa di comportamenti anomali. Un modo per migliorare e consolidare le competenze, accrescere l’autostima e a sollecitare la creatività dei giovani. I partecipanti, una trentina, sono gli allievi dalla terza elementare alla seconda media, dagli 8 ai 12 anni. A seguirli ci sono le insegnanti dell'istituto Anna Gargiulo e Amalia Muneghina e l'esperto esterno Ciro Palella, maestro di musica e presidente dell'accademia musicale 'Giuseppe Verdi' di Volla.

Date le circostanze le attività sono state ripensate nelle modalità e “trasportate” online tra post, e-mail e videochiamate. Ogni venerdì pomeriggio i giovanissimi partecipano alla lezione virtuale: come in classe ascoltano le indicazioni del professionista, fanno domande e proposte e, soprattutto, cantano. Ognuno collegato dalla propria stanzetta, grazie a internet, si esercita e mette alla prova la propria voce. Ad ascoltare ci sono anche i compagni di classe che fanno tesoro dei consigli delle docenti e del maestro. Poi ci sono i “compiti a casa”, la parte in cui si dà spazio alla creatività e al talento. Il prossimo impegno per gli allievi è cantare a distanza “Il mio canto libero” di Lucio Battisti e “Le piccole cose belle” dello Zecchino d'oro. In precedenza hanno registrato una traccia audio partendo dalla base musicale di una canzone che amano particolarmente ma con un testo scritto interamente da loro. Il tema è, e non poteva essere diversamente, l'abbraccio. Anche utilizzando semplicemente il proprio smartphone sperimentano continuamente le proprie abilità e si mettono in gioco. Una sfida accettata da diversi ragazzini che hanno postato le loro “produzioni” sul gruppo Facebook creato ad hoc. É in questo momento che si fa sentire anche il sostegno dei genitori che si divertono a partecipare alla scrittura dei testi.

«La musica come terapia ci cura, ci avvicina, ci unisce e ci fortifica anche se virtualmente. Abbiamo sentito la necessità di entrare nelle loro case pur utilizzando un social per non perderli o, peggio, farli sentire ancora più soli e abbandonati» dice Anna Gargiulo, responsabile del laboratorio musicale dell'istituto. «Cantare in un coro ci toglie innanzitutto una buona dose di angoscia e ci proietta verso l'altro: l'ascolto dell'altro è alla base del canto corale e in generale del fare musica. Quindi imparare a cantare insieme significa imparare ad ascoltarsi l'uno l'altro, il rispetto e la conoscenza dell'altro che sono le fondamenta della società» sottolinea Gargiulo.

Amalia Muneghina, insegnante storica della scuola di Ponticelli, riflette su come la musica ha permesso di instaurare un rapporto assolutamente diverso tra insegnanti e scolari - più sereno e disteso - e di come essa sia un momento di sfogo e di soprattutto di gratificazione per gli alunni. Anche un modo per avvicinare i ragazzini alla didattica tradizionale che in pochi giorni ha dovuto adattarsi alle nuove esigenze.

«Il progetto è nato circa quattro anni fa con i finanziamenti di Scuola Viva quando abbiamo iniziato a reclutare i ragazzi per far parte del coro della scuola e si è aperto a diverse contaminazioni diventando il motore di una diffusione della cultura musicale all'interno della nostra scuola» dice Colomba Punzo, dirigente scolastico dell'istituto comprensivo 83° Porchiano Bordiga. «In questo periodo di pandemia - aggiunge la preside - è stata una opportunità in più per agganciare i ragazzi ma anche per creare un altro motivo di aggregazione riconoscendo alla musica, e all'arte in generale, la capacità di aiuto di superamento delle difficoltà».

I giovanissimi fanno parte anche del coro dell'istituto «AcCORIamoci» che raccoglie oltre ottanta allievi e che già conta numerose performance, a scuola così come all'esterno. Da subito ha rappresentato una valida opportunità per coloro che hanno particolari difficoltà a seguire la didattica tradizionale o che mostrano comportamenti problematici: dall'introverso al vivace, con la musica si riesce ad aggregare tutti. Grazie a questa esperienza i giovani hanno imparato a utilizzare diversi strumenti, come quelli a percussione e a scuotimento. Proprio dal numeroso gruppo arriva una sfida all'intero istituto. Insieme a maestre, professori e altri compagni canteranno l'inno della scuola per creare così un grande coro virtuale. Insieme ma distanti, come abbiamo imparato a dire ai tempi della pandemia.

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