Il Nilo a Pompei: una grande rassegna al Museo egizio

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TORINO - Una grande mostra in tre luoghi, Torino, Napoli e Pompei, per raccontare l'incontro tra culture diverse, un viaggio dall'Egitto faraonico all'Italia romana. Prima tappa il Museo Egizio, dove è stata inaugurata la grande mostra 'Il Nilo a Pompeì, che apre domani al pubblico fino al 4 settembre: 332 pezzi provenienti da venti musei italiani (più dalla metà da Napoli e Pompei) e stranieri che testimoniano l'influenza della cultura egizia su quella greca e romana. Ci sono opere straordinarie, esposte a Torino per la prima volta, come gli affreschi del tempio di Iside a Pompei o della casa del Bracciale d'Oro. La mostra, a cura degli egittologi Alessia Fassone, Christian Greco e Federico Poole con la collaborazione di Eva Mol, è stata allestita nel nuovo spazio espositivo che ospiterà mostre temporanee («era una delle prime cose nel mio dossier», ha detto il direttore del Museo Egizio, Christian Greco), dedicata a Khaled Al-Asaad, direttore del sito archeologico di Palmira.

«Il viaggio continua. Avevamo promesso in occasione della riapertura il primo aprile scorso un museo in continuo movimento, sempre aperto a nuove sfide», ha detto la presidente del Museo Egizio Evelina Christillin, che ha sottolineato il valore della «collaborazione fra tre eccellenze in campo archeologico a livello internazionale, il Museo Egizio, la Soprintendenza di Pompei e il Museo Archeologico di Napoli. È la prima mostra e non sarà l'ultima, non vogliamo tenere i nostri reperti nei magazzini. Dall'apertura il museo ha totalizzato 884.000 visitatori, aspettiamo di raggiungere a breve il famoso milione». Il budget della mostra è di 850.000 euro che «il Museo Egizio - ha sottolineato Greco - è riuscito a finanziare grazie alla biglietteria e a risultati gestionali incredibili».

«È una delle collaborazioni più prestigiose per Pompei, si inserisce nel grande fervore di attività del nostro sito», ha spiegato Maurizio Osanna, direttore generale di Pompei. Seconda tappa del progetto, dal 16 aprile a Pompei, l'allestimento nella Palestra Grande di sette monumentali statue con testa di leone della dea Sekhmet e la statua seduta del faraone Tutmosi III, che per la prima volta escono dalle sale del Museo Egizio. Il 28 giugno al Museo Archeologico Nazionale di Napoli, invece, l'inaugurazione di un percorso di visita per focalizzare l'attenzione sull'insieme di culti nati o arrivati dall'Oriente attraverso l'Egitto. L'8 ottobre, infine, la riapertura della collezione egiziana del museo di Napoli, una delle più importanti d'Italia. «Tenere l'attenzione ferma sull'Egitto - ha concluso Paolo Giulierini, direttore dei Museo Archeologico di Napoli - vuol dire tenere desta l'attenzione su quanto avviene a Oriente del Mediterraneo».
Venerdì 4 Marzo 2016, 21:55
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