Il pasticcio di porta San Gennaro: «I dissuasori per gli scooter bloccano i disabili»

Domenica 4 Ottobre 2020 di Antonio Folle

Da poche ore con l'installazione delle catene che delimitano i dissuasori anti-scooter sono finalmente finiti i lavori di porta San Gennaro, un intervento fortemente voluto dalla IV Municipalità per risolvere lo spinoso problema degli scooter che imperversano sotto la porta storica e mettono a repentaglio la sicurezza dei pedoni e la tranquillità dei clienti dei bar e delle pizzerie della zona. Fin dal primo momento i residenti della zona avevano espresso le loro perplessità circa l'installazione dei pesanti dissuasori in pietra. La preoccupazione dei residenti, infatti, è che l'intervento si riveli di fatto un fiasco a causa del pericoloso mix di inciviltà e scarsi controlli.

Preoccupazioni, quelle espresse dai residenti, di certo non infondate. Anche stamattina, nonostante le catene, numerosi scooter continuavano a circolare liberamente nell'area delimitata dai paletti. Mentre gli scooter di grande cilindrata sono quasi del tutto impossibilitati a causa del ridottissimo spazio di manovra, infatti, i piccoli scooter riescono tranquillamente ad aggirare le catene e a transitare sui marciapiedi. 

Un fiasco - almeno finora, e con la speranza di ulteriori correttivi da parte del quarto parlamentino - ulteriormente peggiorato dagli enormi disagi che le catene creano al transito dei disabili. Con la nuova conformazione dei paletti, infatti, le carrozzine su cui siedono coloro i quali hanno difficoltà a deambulare sono praticamente impossibilitate a transitare. I disabili si vedono così costretti ad "aggirare" porta San Gennaro facendo il giro di via Foria o, peggio, di via Duomo, con tutte le conseguenti difficoltà relative alla presenza dell'invasivo cantiere Unesco che restringe ulteriormente i marciapiedi. 

«Ci ho messo quasi venti minuti per passare con la mia carrozzina - spiega Aldo di Maio, uno dei residenti della zona - perchè lo spazio è troppo stretto per consentire ai disabili di passare e ho dovuto fare un numero incredibili di manovre, rischiando pure di farmi male con le catene. Volevano fermare i motorini e hanno fermato noi disabili che, adesso, siamo costretti a fare un giro enorme per passare. Chi ha fatto questo lavoro - prosegue il cittadino - non ha pensato che le carrozzine elettriche consumano energia elettrica e che per fare un giro così lungo si rischia di rimanere bloccati in strada senza possibilità di chiedere aiuto a nessuno». 

Più penalizzato in assoluto il lato che da direttamente su piazza Cavour. Da questa parte, infatti, lo spazio tra i dissuasori e le catene è estremamente ridotto. Più agevole - ma di fatto inutile - il passaggio sul lato che affaccia su via Settembrini e sul centro antico di Napoli. 

Mentre si discute sull'opportunità di modificare il sistema di palettizzazione creato per debellare il fenomeno degli scooter selvaggi, intanto, nella notte tra sabato e domenica qualche ignoto vandalo ha già "strappato" uno dei dissuasori, sradicandolo letteralmente dalla sede stradale. 

Una vicenda paradossale, quella di porta San Gennaro, finita in pochissime ore sulla scrivania del presidente della Commissione Pari Opportunità e Qualità della Vita Francesco Vernetti che ha già annunciato l'apertura di una indagine nelle prossime ore. «Quello che è stato realizzato a porta San Gennaro - spiega - è un sistema inadeguato. Oltre ai disabili anche le carrozzine con bambini rischiano di essere penalizzate dai paletti e dalle catene. Nelle prossime ore apriremo una indagine per cercare di capire quali correttivi apportare a questo sistema». 

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