Il protocollo Terra dei fuochi,
non c'è intesa sul registro tumori

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di Daniela De Crescenzo

Un documento, anzi due. È nato sotto il segno delle polemiche il protocollo varato lunedì a Caserta da mezzo governo. Colpi di scena, battaglie politiche, rischiano di confondere chi è interessato a capire che cosa è stato veramente stabilito. Per orientarsi il povero cittadino deve partire da due premesse.

La prima. Le divergenze tra i ministri e il governatore Vincenzo De Luca hanno fatto raddoppiare in corsa il provvedimento. Dal testo originario predisposto dalla presidenza del Consiglio, infatti, sono stati scorporati i capitoli dedicati allo screening epidemiologico. Ed è questa la versione firmata anche da De Luca. Il governo, invece, ha detto sì al testo completo in cui compare anche l'estensione del cosiddetto progetto epi.Ca. (epistemologia cancro) che vede protagonisti i medici di base.

La seconda. Dimenticate i termovalorizzatori, lasciate perdere la raccolta differenziata, nel protocollo firmato lunedì dalla Regione e dal governo lunedì non c'è nulla di tutto questo. Come ha ripetuto affannosamente e senza risultati il ministro dell'Ambiente Sergio Costa, nel documento si affronta solo ed esclusivamente il problema della Terra dei fuochi e quindi degli incendi dei siti di stoccaggio e degli scarti di lavorazione abbandonati lungo le strade e nelle campagne. Resta, però, evidente la correlazione tra il dramma roghi e la difficoltà a trovare siti di smaltimento. E infatti nella premessa del documento è sottolineato: «Come rilevato dalla commissione parlamentare d'inchiesta sulle attività illecite connesse al ciclo dei rifiuti, la questione dei roghi non costituisce la sommatoria di episodi distinti, bensì un problema nazionale in ragione della correlazione tra il fenomeno degli incendi e la mancata chiusura del ciclo dei rifiuti». In altre parole: i rifiuti vengono dati alle fiamme in strada perché molte imprese sversano abusivamente e vengono incendiati nei capannoni perché alla spazzatura che vi si trova accumulata manca una destinazione finale. Ma questo tema non è oggetto del protocollo: per risolverlo ci vorranno scelte nazionali di ben altra portata.

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Mercoledì 21 Novembre 2018, 10:49 - Ultimo aggiornamento: 21-11-2018 13:20
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