Hai scelto di rifiutare i cookie

La pubblicità personalizzata è un modo per supportare il lavoro della nostra redazione, che si impegna a fornirti ogni giorno informazioni di qualità. Accettando i cookie, ci aiuterai a fornire una informazione aggiornata ed autorevole.

In ogni momento puoi modificare le tue scelte tramite il link "preferenze cookie" in fondo alla pagina.
ACCETTA COOKIE oppure ABBONATI a partire da 1€

L’assedio dei roghi in Campania: 40 ettari di parco in fumo agli Astroni

Mercoledì 3 Agosto 2022 di Valentino Di Giacomo
L’assedio dei roghi in Campania: 40 ettari di parco in fumo agli Astroni

Quaranta ettari dell’oasi naturalistica del Wwf del cratere degli Astroni sono andati in fumo. L’appicco dell’incendio è avvenuto domenica scorsa, dopo le 23, ma da tre giorni sono impegnate squadre di pronto intervento per tenere a bada le fiamme ed evitare che l’incendio possa propagarsi ulteriormente tra le strade e le abitazioni di Agnano, Pianura e Pozzuoli. Le cause di questo ennesimo disastro in uno dei maggiori polmoni verdi della città sono incredibili per quanto subdole: è bastata una festa (probabilmente in un vicino ristorante per eventi) e dei fuochi d’artificio esplosi a ridosso dell’area naturalistica per tenere impegnati da tre giorni elicotteri, canadair, unità di pronto intervento, carabinieri e procura della Repubblica. Pochi fuochi d’artificio - nonostante i divieti imposti dal Comune - bastano per mandare in fumo il verde pubblico e pure migliaia di euro pagati con le tasse di tutti i cittadini che servono per tenere in volo gli elicotteri, muovere decine di mezzi e pagare gli operatori di pronto intervento per spegnere le fiamme. Uno sfregio alla natura e pure alle casse pubbliche.

Stavolta c’è fiducia da parte degli inquirenti di dare un nome e un volto a chi ha causato questo ennesimo disastro. Chi ha esploso i fuochi d’artificio sarebbe stato infatti ripreso da alcune telecamere di videosorveglianza, materiale di prova finito prima tra le mani dei Nucleo Forestale dei carabinieri guidato dal Comandante Nicola Clemente e, poi, in un faldone della procura di Napoli che ha già aperto un’indagine per incendio colposo, ma che potrebbe pure configurarsi come doloso vista la dinamica degli eventi. Secondo le segnalazioni di alcuni residenti le persone che avrebbero scatenato l’incendio, esplodendo i fuochi d’artificio, hanno anche dei precedenti specifici per simili episodi avvenuti in passato nella zona. Non solo, ma chi ha esploso la batteria di fuochi d’artificio non si è neppure curato di avvertire le autorità dell’incendio che, nel frattempo, si stava propagando. Da alcune immagini sembrerebbe addirittura che i responsabili abbiano continuato a festeggiare con i fuochi quando le fiamme erano già divampate. Già nel 2017 l’Oasi degli Astroni fu interessata da un vasto incendio, ma allora i responsabili non furono individuati. Questa volta si ritiene di chiudere presto il caso, ma intanto le fiamme - nonostante i tanti interventi di questi giorni - devono ancora essere del tutto domate. Il personale impiegato della Protezione Civile e degli Idraulici forestali della Città Metropolitana di Napoli hanno provveduto anche nella giornata di ieri a spegnere i roghi e a coprire di terreno le aree fumanti, ma con il caldo torrido di questi giorni basta un po’ di vento per aprire nuovi fronti. Ieri mattina un elicottero della Regione Campania è stato per ore a pescare acqua dal laghetto al centro del cratere degli Astroni e riversarla su alberi e sterpaglie interessate dal fuoco. 

Le fiamme hanno avuto origine in via Antonio Vivaldi domenica scorsa fino a sconfinare nell’oasi Wwf del cratere, area censita come sito di interesse comunitario e zona di protezione speciale. In fumo querce, macchia mediterranea e vegetazione spontanea. Sconcertato il direttore dell’Oasi, Fabrizio Canonico - ieri impegnato ancora una volta a coordinare e agevolare mezzi e uomini di soccorso - che ora spera soltanto possano essere assicurati alla giustizia gli autori (o l’autore) del disastro. Un luogo di una bellezza stupefacente non solo per il tanto verde che ricopre l’antico cratere, ma anche per il meraviglioso panorama che offre un punto di vista unico, a 360 gradi, sul Vesuvio, il golfo, Capri, Nisida, Ischia e Procida. Tutto intorno, però, sono una cinquantina le case abusive costruite proprio a ridosso del cratere. 

Video

E, mentre gli Astroni andavano in fumo, da due giorni è caldo pure il fronte sull’altro versante dei Campi Flegrei con altri dieci ettari bruciati: a fuoco anche l’area del Lago d’Averno con un incendio partito nella zona dello Scalandrone martedì sera. Necessario anche qui l’intervento degli elicotteri, di mezzi e uomini per mettere in sicurezza e bonificare la zona ancora ieri mattina. I mezzi e le squadre della Protezione Civile regionale hanno dovuto dividersi tra il Lago d’Averno e gli Astroni per tutta la mattinata di ieri. Ancora incerte le cause di questo episodio: non si esclude che l’area - come tante altre - sia finita nel mirino degli interessi dei clan o dei soliti appetiti malavitosi per aggiudicarsi gli appalti. Intanto, per qualche fuoco d’artificio, 40 ettari di macchia mediterranea non ci sono più.

Ultimo aggiornamento: 4 Agosto, 15:10 © RIPRODUZIONE RISERVATA