Incendio ad Arzano, fumi tossici e veleni nell'aria: il giallo dei capannoni bruciati

Martedì 16 Novembre 2021 di Gigi Di Fiore
Incendio ad Arzano, fumi tossici e veleni nell'aria: il giallo dei capannoni bruciati

Inviato a Arzano 

La lunga e minacciosa nube di fumo nero è l'immagine della nuova puntata di una sequenza misteriosa di incendi a capannoni industriali, che va avanti da luglio. Brucia il deposito della «F.A.B» di via Evangelista Torricelli a Arzano, ed è il sesto incendio misterioso in Campania dal 27 luglio scorso. Una successione di danni a capannoni spesso pieni di merce. Incidenti dalle stesse caratteristiche: partono le fiamme, devastano l'intero capannone producendo una pericolosa nube a rischio tossico.

È il 13 ottobre, quando scatta l'allarme per l'incendio nel deposito in via Sorlati nel comune sannita di Arpaia. La struttura appartiene alla «Sapa srl», azienda di logistica, e contiene anche materiale plastico. Il fuoco ha gioco facile nell'estendersi, diventa d'allarme la colonna di fumo nero, visibile anche a distanza. Nei comuni confinanti, Airola per primo, partono le raccomandazioni ai residenti invitati a restare in casa con le finestre chiuse. La nube scura si scorge anche dal porto di Napoli, nell'area nolana, nella Valle di Maddaloni. Il sindaco di Arpaia, Pasquale Fucci, sospende la raccolta di olive, l'Arpac vieta per qualche giorno il consumo di frutta e verdura prodotta in zona. Provvedimenti poi revocati, dopo le analisi della Asl beneventana. Contenitori, semilavorati, imballaggi e parte del capannone distrutti dalle fiamme. Danni milionari e lavoro sospeso per i dipendenti. La produzione si ferma e l'Azienda dispone 5 settimane di cassa integrazione per gran parte dei dipendenti, che in totale sono 34 operai e 32 impiegati, in attesa di riattivare l'impianto. Naturalmente, la Procura di Benevento ha aperto un'inchiesta sul rogo che ha colpito una delle aziende più note nel Sannio. 

Dopo Arpaia, appena quattro giorni dopo divampa un incendio nell'area industriale di Pianodardine in provincia di Avellino. Stavolta, brucia lo stabilimento della «Ba.Co.Trans», azienda di autotrasporto di Arcella di Montefredane. Se ne accorgono i dipendenti, che lanciano l'allarme mentre iniziano a esplodere i serbatoi di alcuni autoarticolati. Alla fine, 11 tir distrutti, sei pieni di merce da trasportare. Anche in questo caso, parte l'allarme dell'Arpac che avvia le analisi dell'aria. Chiusura delle scuole, divieti di frequentare strutture pubbliche all'aperto per qualche giorno. E l'avvio di un'inchiesta della Procura di Avellino. Qualcuno parla di azione dolosa, i titolari sono convinti si sia trattato di un guasto tecnico imprevisto che ha scatenato l'incendio. L'ipotesi principale è un guasto al motorino di avviamento di un tir. «Mai avuto minacce», ripetono i soci dell'azienda. Un mistero, con danni per diversi milioni. 

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Appena una settimana fa, il terzo incendio. Stavolta, in provincia di Caserta. A Gricignano, dove un capannone di duemila metri quadri di un'azienda storica, la «Frigo Caserta + Mondo freddo & Co» impegnata in trasporti e logistica per prodotti alimentari, si incendia. Scatta l'allarme, accorrono cinque squadre di vigili del fuoco. L'incendio devasta anche diversi frigoriferi. Ma è la terza volta che l'area Asi di Aversa nord deve fare i conti con incendi in strutture aziendali. Era capitato anche il 27 luglio in una fabbrica di caffè a San Marco Evangelista, poi il successivo 16 settembre alla «New Technology and Service We work» che assembla componenti di automobili.

 

La nube di Arzano, dunque, si aggiunge a una sequenza di incendi ancora senza spiegazioni. A confondere le idee è anche la circostanza che i capannoni distrutti dalle fiamme si trovano in province diverse: Benevento, Avellino, Caserta, Napoli. Uguali, però, le dichiarazioni dei titolari delle aziende, che negano minacce o richieste estorsive. Le quattro Procure che indagano hanno interrogato gli imprenditori come testimoni, avviando consulenze tecniche sull'incendio e analisi sulle polizze assicurative che coprono i danni subiti dalle aziende. Da verificare, in ogni capannone distrutto, il rispetto delle norme di sicurezza dell'impianto elettrico come delle prescrizioni anti-incendio. Le compagnie assicurative sono attente e seguono con i loro avvocati le indagini penali in corso, per avere certezza che in nessuno degli incendi vi sia stato dolo. Il mistero sulle cause degli incidenti resta. Mentre l''Arpac ha avuto il suo da fare in ognuna delle sei vicende, avviando analisi sull'aria per l'inquinamento perle nubi nere. 

Ultimo aggiornamento: 17 Novembre, 08:20 © RIPRODUZIONE RISERVATA