Incidente a Napoli, pizzaiolo investito e ucciso sulla bici elettrica: la famiglia dona gli organi

Mercoledì 15 Dicembre 2021 di Ettore Mautone
Incidente a Napoli, pizzaiolo investito e ucciso sulla bici elettrica: la famiglia dona gli organi

Un uomo di 37 anni ha perso la vita dopo essere stato investito a Pianura, giovedì notte, da un pirata della strada. All'uomo sono stati prelevati tutti gli organi (tranne i polmoni) grazie all'assenso della famiglia. Uno slancio di generosità che ridarà vita e speranza ad altre persone. Nonostante il semaforo verde alla donazione l'iter dell'espianto non è stato per nulla semplice. Il prelievo di cuore, fegato, reni e cornee non poteva infatti essere avviato in quanto la salma era stata sottoposta a sequestro giudiziario. Uno scoglio che spesso impedisce gli espianti ma questa volta superato grazie alla tempestiva attivazione della macchina regionale dei trapianti.

Mariarosaria Focaccio, responsabile per la donazione degli organi, tessuti e cellule della Regione Campania, d'intesa col Centro regionale trapianti, ha interloquito direttamente con l'Autorità giudiziaria riuscendo a superare l'impasse. Grazie al momentaneo dissequestro della salma il prelievo degli organi è avvenuto nella notte tra lunedì e ieri, sul filo di lana dei tempi tecnici utili, M. Z. queste le iniziali della vittima, era padre di due bambini di cui la seconda, di appena tre anni e mezzo, nata dalla relazione con l'attuale compagna, Valentina. Ma cos'è accaduto in quella drammatica notte di una settimana fa che ha portato sconquasso e dolore in una famiglia felice? 

Dalle ricostruzioni fatte da amici e parenti era da poco passata l'una di notte di giovedì scorso: la vittima dell'incidente aveva da poco smontato dal turno al lavoro in una pizzeria di Soccavo. Aveva anche inviato un messaggio alla compagna avvertendola di stare rientrando. All'una e mezza il suo telefono già squillava a vuoto. L'uomo non guidava e andava sempre a piedi. Quella sera però pioveva e aveva accettato uno strappo da un amico, proprietario di una affidabile bicicletta a pedalata assistita. Il proprietario del mezzo indossava un giaccone con i rifrangenti. L'investitore avrebbe travolto la bici - stando al resoconto di testimoni - e viaggiava a forte velocità. Dopo il violento urto si sarebbe anche fermato per poi fare retromarcia e verificare, in pochi secondi, l'accaduto. A terra c'erano due feriti: uno, il proprietario del mezzo, che se l'è cavata con una frattura, e il secondo, grave, che giaceva in un lago di sangue e poi deceduto in ospedale. Forse spaventato dalla scena e sotto choc per le conseguenze di quanto accaduto, il conducente dell'auto dopo pochi secondi di esitazione si sarebbe allontanato passando sulla stessa bicicletta che intanto era riversa a terra, sulla carreggiata. Ciò lo avrebbe poi costretto a fermarsi nuovamente, poco più avanti, nei pressi di un distributore di benzina, per cambiare una ruota che si era bucata presumibilmente in quel frangente. 

Un tragico destino al quale si è tentato di porre rimedio con una disperata corsa dell'autoambulanza del 118 intervenuta in soccorso verso l'ospedale, con un primo accesso all'ospedale San Paolo di Napoli. Qui i sanitari hanno poi deciso di trasferire l'infortunato all'Ospedale del Mare dove il giovane è stato ricoverato nel reparto di rianimazione. Dopo un intervento di neurochirurgia per frenare l'emorragia intracranica vani sono risultati, purtroppo, i tentativi e gli sforzi dei medici di rianimarlo. Infine, l'anestesista e coordinatore locale, Pasquale De Rosa, che ha sovraordinato ad ogni attività di rianimazione, si è dovuto arrendere, costatando il decesso dell'uomo e l'avvenuta morte cerebrale. Una condizione che, visto l'assenso dei familiari, ha consentito di prelevare gli organi in una concitata corsa a ostacoli. Grazie all'intervento della rete trapianti, dell'avvocato generale della Repubblica, Antonio Gialanella e al decisivo pronunciamento del Procuratore della Repubblica di Napoli Giovanni Melillo si è così proceduto al prelievo degli organi. 

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«Molte vite potranno, così, essere salvate avverte Focaccio - in particolare, saranno impiantati su più malati reni, cuore e fegato della giovane vittima della strada, comprese le due cornee. Tutto ciò grazie alla generosità della famiglia del donatore. È stata una corsa contro il tempo ma ce l'abbiamo fatta». Il magistrato non voleva dissequestrare la salma, in questi casi non esiste una linea guida consolidata. La Regione Campania ha pronto un protocollo d'intesa (sarà il primo del genere in Italia) da sottoporre alla firma delle Procure per disciplinare questi drammatici frangenti che si dipanano tra il diritto alla vita dei malati in attesa di trapianto e le tutele giudiziarie che vincolano chi indaga su fatti che potrebbero avere, come in questo caso, un rilievo penale.

Ultimo aggiornamento: 15:52 © RIPRODUZIONE RISERVATA