Metro Napoli, dopo lo scontro i disagi: mancano i treni, servizio dimezzato

Martedì 14 Gennaio 2020 di Luigi Roano

Oggi la metro funzionerà? Se si, che tratte e orari coprirà? Dopo l’incidente di ieri mattina - metafora plastica di un sistema dei trasporti collassato al netto della jella e di eventuali errori umani - i napoletani sanno che muoversi sarà ancora più difficile. Atteso che il metrò, pur con tutte le sue inadeguatezze dovute a mezzi supersfruttati e vecchi - rappresentava fino a ieri una delle rare certezze in materia di spostamenti interni. In questo contesto così difficile fa piacere che l’Atm, l’azienda della metropolitana di Milano del sindaco Beppe Sala ha espresso solidarietà ad Anm e ha messo a disposizione suoi tecnici nel caso servissero. ma purtroppo quello che servirebbe a Napoli sono dei treni che Atm non può fornire. 
 

 

Il sogno è far ripartire almeno parzialmente la linea 1 già oggi, i tecnici e gli operai di Anm stanno dando il massimo per cercare di far ripartire la metropolitana, ma sarà molto ma molto difficile che già da oggi l’esercizio sarà operativo se anche a scartamento ridotto. Lo scenario più probabile è che nel giro di 48 ore si possa mettere in piedi una tratta che copra le stazioni tra Colli Aminei e Garibaldi o ancora più corta: Colli Aminei-Dante. Ci sono molte cose da considerare e il vicesindaco Enrico Panini - che sta seguendo sul posto passo dopo passo l’evolversi della situazione ne è consapevole. Sono arrivati anche i tecnici del ministero, l’Ustif ai quali spetta l’ultima parola per far ripartire la metropolitana. E le valutazione da fare sono tante.

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Perché si immaginano tratte più corte? In primis l’area dell’incidente pur essendo stato dissequestrata dalla magistratura è interdetta perché i due treni coinvolti nello scontro sono stati separati solo nella tarda serata di ieri e vanno rimossi. Fatto ciò bisogna verificare se le rotaie e i meccanismi do sicurezza funzionano. Ecco perché impossibile utilizzare la stazione di Piscinola. Prima dell’incidente i treni in funzione erano 8/9 con le vetture sequestrate dalla magistratura si scende a 5/6, la frequenza con cui potrebbero passare i treni pur su di una tratta ridotta si aggirerebbe nella migliore delle ipotesi sui 20 minuti. I treni possono contenere al massimo 800 passeggeri. Nel caso la tratta fosse Colli Aminei-Garibaldi dopo un paio di fermate sarebbero già pieni con il grosso problema che in banchina ci sarebbero nelle ore di punta 300 persone. Il che provocherebbe grossi problemi di sicurezza per i passeggeri e anche per il personale di Anm. La tratta più corta con stop a Dante potrebbe essere una opzione più fattibile ma c’è molto da studiare. Quando si potrà ritornare a Piscinola?
 


L’incertezza è massima l’area come si dice in gergo «va pulita» e controllata, e chi sta occupando di questo aspetto ci andrà con i piedi di piombo prima di dare il via libera. Quello del ritorno a Piscinola è un problema moto serio perché tutti coloro che provengono dall’area metropolitana con il metrò regionale ora non potranno arrivare a Napoli in treno. Il che significa che decine di migliaia di cittadini della provincia che lavorano nel capoluogo si riverseranno con mezzi privati in città ingolfando in maniera particolare l’area ospedaliera di per se già molto congestionata. Si annuncia un grande caos dove gli abusivi la faranno da padrone.

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Già in queste ore va registrata una impennata dei cosiddetti «padroncini» che stanno coprendo i collegamenti con Napoli con le loro furgoncini di fortuna. L’Anm sta cercando di metterci una pezza rafforzando alcune linee con i bus, ma si sa che la gomma è la parte dei trasporti che più a disperare i napoletani. L’Azienda ha rafforzato le linee che normalmente coprono l’area nord della città. ma bisogna tenere presente che mediamente in strada ci vanno circa 200 bus ne servirebbero altri 50 nella speranza di garantire una mobilità verso il centro accettabile. L’augurio è che Anm ce la faccia, la sensazione è che per riuscirci debba andare oltre il solito miracolo. 

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Il vicesindaco Enrico Panini molto onestamente spiega: «Vista l’emergenza - spiega - cercheremo di incidere anche sull’organizzazione del lavoro ma si tenga presente che appunto siamo nell’emergenza». I nuovi treni entreranno in servizio a settembre anche se il primo arriverà già il mese prossimo. A chi gli chiede un commento sull’ipotesi lanciata dal governatore De Luca di un’azienda unica regionale dei trasporti replica così: «A pochi mesi dalle elezioni mi sembra più una proposta per la politica che un tema all’ordine del giorno. L’ Anm ha ottenuto il 13 dicembre l’omologa del concordato dal Tribunale ed il 2020 e 2021 saranno gli anni del rilancio. Napoli deve contare su un’azienda di trasporto pubblico». 
 

Ultimo aggiornamento: 15 Gennaio, 07:42 © RIPRODUZIONE RISERVATA