Ipercoop Afragola, convocazione in Regione e protesta continua

Ipercoop Afragola, convocazione in Regione e protesta continua
di Elena Petruccelli
Lunedì 3 Ottobre 2022, 11:26 - Ultimo agg. 4 Ottobre, 07:25
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Chiuso l’ipermercato a marchio Coop, scatta la  manifestazione dei lavoratori. Ieri mattina hanno bloccato il centro commerciale Le Porte di Napoli per tentare di scongiurare questo triste epilogo. Oggi hanno vietato l’accesso ai negozi della galleria, per chieder una risposta dalla Coop sulla loro situazione: «Se chiudiamo noi, progressivamente il problema sarà per tutti».

Non solo addetti alle casse, ma scaffallisti, macellai e altre professionalità qualificate, e in più l’indotto formato da mansioni di pulizia e vigilanza. Per la maggior parte sono donne, quasi tutte componenti di famiglie monoreddito. Sono i 150 lavoratori che oggi protestano davanti al punto vendita con le saracinesche abbassate.

Volti ormai familiari per chi vive a nord di Napoli, con la loro presenza da oltre un ventennio, in uno dei luoghi simbolo delle passeggiate per le famiglie. La notizia della chiusura dell’ipermercato è stata comunicata a due giorni dalla decisione, perché per il privato non è più possibile sostenere le spese. Accanto ai lavoratori e alle lavoratrici ci sono le tre sigle sindacali Cgil, Cisl e Uil, Luana Di Tuoro, segretario generale della Filcams Cgil Campania commenta: «Aspettiamo un riscontro da parte della Coop. Chiediamo all’azienda il ripristino di tutto, visto la sua intenzione a non voler perdere il marchio e a non voler chiudere». Nel 2019 questa azienda della Coop è stata affidata ad un privato, attraverso una gestione a terzi, mantenendo tuttavia il marchio e la forza lavoro. Per consentire l’operazione e non perdere il posto di lavoro, i dipendenti hanno rinunciato a scatti, anzianità, partendo da uno stipendio base, nonostante gli anni accumulati. 

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Negli ultimi anni  il privato ha più volte dato segnale di crisi e la volontà di chiudere. Un ipermercato nato nel 1999, il più grande della Campania. Maria Buonocore, lavoratrice e rappresentante Uiltucs Campania, racconta: «Sono stata la prima assunta. Il supermercato ha aperto il 17 aprile del 1999. Era il mio compleanno e compivo 21 anni. È stato il mio primo lavoro, con quello abbiamo costruito famiglie, abbiamo cresciuto figli. La maggior parte di noi ha mutui da pagare e ha questo stipendio come unica entrata». Dall’aprile 2020 sono in cassaintegrazione a turno, che concluderà il 31 gennaio 2023. Il privato ha comunicato la chiusura per consentire lavori all’interno dell’ipermercato: «Viene indicata l’inizio, ma non la conclusione dei lavori. Inoltre è da notare che da luglio praticamente conviviamo con i lavori all’interno della struttura». Aggiunge Maria: «Oggi siamo qui a manifestare perché alla base per un cavillo burocratico, legato all’immobile, il privato non può vendere ad un altro marchio, operazione riuscita invece in altri punti della provincia».

Sul posto anche forze dell’ordine. I dipendenti annunciano che le proteste continueranno anche nei prossimi giorni, in attesa di un riscontro con la Coop. In mattinata arriva la notizia della convocazione in Regione per le 15. 

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