Iriss-Cnr, solo il 4,5% assicurato
contro le calamità naturali

Sabato 24 Ottobre 2020
Massimo Clemente e Antonio Coviello

Le calamità naturali accadute sul territorio italiano dal secondo dopoguerra al 2018 sono costati quasi 310 miliardi di euro. Le alluvioni sono l’evento più frequente (35%), ma quello che impatta più sul piano economico sono i terremoti. Dei 310 miliardi spesi in totale, infatti, 150 e più sono stati destinati alle ricostruzioni a seguito dei sette terremoti più violenti. Ma i danni da “cat-nat” indiretti, sono ingenti e di difficile quantificazione. Di contro sono “solo” 125 miliardi di euro i finanziamenti pubblici erogati in Italia negli anni per gli stessi eventi. Nonostante quasi l’80% delle abitazioni sia esposto a un rischio significativo di calamità naturali di vario tipo, solo il 4,5% delle stesse viene protetto da una polizza contro questi eventi.  


La stima delle unità abitative assicurate contro i rischi catastrofali a marzo 2020 risulta essere di 1,4 mln di euro (4,5% del totale delle abitazioni censite dall’Istat, pari a 31,2 mln), mentre erano 1 mln a marzo 2019”.
Sono questi i dati emersi dal workshop on line sull'educazione assicurativa-OttobreEdufin 2020 dal titolo "Il ruolo delle assicurazioni nei rischi catastrofali” organizzato dall'Istituto di Ricerca su Innovazione e Servizi per lo Sviluppo del CNR e patrocinato dall’associazione AssicuraEconomia.


«L'Iriss è fortemente impegnato sul tema del rischio. I nostri ricercatori collaborano con i più importanti centri di ricerca e università in progetti congiunti sulla fragilità e vulnerabilità dei territori - ha sottolineato Massimo Clemente, direttore dell’Iriss-Cnr -, anche promuovendo la diffusione della cultura assicurativa. Studiare, approfondire e divulgare è l'impegno dell'Istituto per aumentare la consapevolezza nel Paese, soprattutto nelle nuove generazioni. Confidiamo nella collaborazione e nel sostegno delle imprese assicurative per sviluppare ricerche sulle strategie innovative di riduzione dei rischi indotti dalle calamità naturali che coniughino interventi infrastrutturali e misure finanziarie assicurative».


«Occorre realizzare un sistema efficace di prevenzione e protezione dai danni derivanti dalle catastrofi naturali - ha evidenziato Antonio Coviello, ricercatore del Cnr-Iriss e responsabile del progetto di ricerca scientifico “Innovazione dei servizi assicurativi nella gestione dei rischi catastrofali” - che preveda anche lo strumento assicurativo, secondo uno schema pubblico-privato, come già avviene nei principali paesi europei. Nonostante quasi l’80% delle abitazioni sia esposto a un rischio significativo di calamità naturali di vario tipo, solo il 4,5% delle stesse viene protetto da una polizza contro questi eventi. Più in generale, nel settore delle assicurazioni a protezione dei beni, della salute e del patrimonio (escludendo l’assicurazione auto), l’Italia presenta un evidente gap di copertura rispetto agli altri principali Paesi europei: l’incidenza dei premi (escluso il settore auto) sul PIL è in Italia pari all’1% rispetto a una media europea del 2,6% e il premio medio per abitante del nostro Paese è circa un terzo di quello dei principali Paesi Ue».


«Il nostro Paese si distingue per una gestione dei danni relativi a calamità naturali che tradizionalmente si basa sull’intervento ex-post da parte dello Stato. Questa modalità di gestione dei danni, attuata ripetutamente nel tempo, ha accresciuto la convinzione che esista un garante di ultima istanza disposto a farsi carico della ricostruzione. Per tale ragione - ha concluso Coviello -  le coperture assicurative per gli eventi catastrofali sono ancora scarsamente diffuse».nAll’incontro hanno partecipato, tra gli altri, Giuseppe De Natale (dirigente di ricerca INGV), Francesco Paparella (Broker Assicurativo ex Presidente AIBA), Gianluca Valensise (dirigente di Ricerca INGV) e Alfredo Vespaziani (dirigente Consap).

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