Ischia un anno dopo il terremoto, la seconda vita di Ciro l'eroe: «Sto bene con i miei amici»

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di Massimo Zivelli

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ISCHIA - C'è qualcosa che è in grado di superare la paura che accompagna tutti i giorni chi è miracolosamente sopravvissuto al terremoto. E questo qualcosa è la speranza che i propri figli possano col tempo dimenticare. Era buio, un anno fa a Casamicciola, quando un brevissimo, violento scossone sbriciolò di colpo una casa, seppellendo i suoi piccoli abitanti. È la storia di Ciro, per tutti da quella tragica notte semplicemente l'eroe, e dei suoi fratellini Matias e Pasqualino. La piccola Dalila Grazia era ancora al sicuro, nel pancione di mamma Alessia, incinta di cinque mesi, che provvidenzialmente alcuni minuti prima era uscita a fare una passeggiata in cortile. Lei, mamma Alessia, disperata dopo aver assistito in diretta al crollo della casa con dentro tutta la sua famiglia. I suoi bambini e Alessandro Toscano, il suo compagno e padre degli ultimi due figli, finito anche lui sotto le macerie e deciso a suicidarsi, convinto che lì sotto tutti i suoi cari fossero stati sterminati.
 

A un anno dal terremoto che ha cambiato per sempre in peggio la loro vita e quella di altre centinaia di persone, stamattina Alessia, Alessandro, Ciro, Matias e, nonostante la febbre che li tiene a letto già da due giorni, anche i piccoli Pasquale e Dalila Grazia torneranno in piena zona rossa. «Andremo tutti a pregare sulle macerie della nostra casa. A pregare la Terra, perché mentre distruggeva tutto ci ha voluto regalare la vita dei nostri bambini», dice mamma Alessia. Ma non solo. «Pregheremo anche per la turista bresciana che era ospite presso amici al piano superiore dello stesso edificio e che purtroppo non ce l'ha fatta. La Madonna ha chiamato a sé la sua anima e noi pregheremo per lei, implorandola di vegliare come un angelo sui nostri figli». La Madonna raffigurata sul quadro attaccato all'unica parete rimasta in piedi della vecchia casa, e che la famiglia ha portato in quella nuova appendendolo con quello stesso chiodo. Stasera poi, alle 21.15, in mezzo a tanta altra gente, i «miracolati» del terremoto saranno in Piazza Marina a pregare e ascoltare l'omelia del vescovo Pietro Lagnese. «Un uomo di grande misericordia. Dobbiamo a lui - sottolinea Alessia - la concessione della canonica della chiesa di Fontana, dove siamo alloggiati dal settembre scorso».
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Martedì 21 Agosto 2018, 08:00 - Ultimo aggiornamento: 21-08-2018 10:42
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