Ischia, la Colombaia di Luchino Visconti nel degrado: chiusa la strada d'accesso

Domenica 8 Agosto 2021 di Massimo Zivelli
Ischia, la Colombaia di Luchino Visconti nel degrado: chiusa la strada d'accesso

Un premio nazionale e tanti progetti per la Colombaia di Luchino Visconti. La rinascita della villa con parco, famosa icona ischitana nel mondo, è affidata questa volta a schiere di architetti e a un vero e proprio esercito di laureandi selezionati dalle più importanti università sparse fra un angolo e l'altro della Penisola, e che - singolarmente o in gruppo - si sono messi in gioco dall'alto della loro professionalità e, fra tecnica e design, hanno finito col materializzare su carta lucida, quella che è la loro «visione» di rinascita della villa e del parco che appartennero a uno fra i più famosi registi cinematografici del dopoguerra. 

Da sette lunghi anni la villa che sorge sul promontorio di Zaro a Forio, splendidamente immersa fra il verde del bosco che si affaccia sul mare più azzurro, è chiusa al pubblico ed è in piena decadenza strutturale. La struttura è stata completamente interdetta per questioni di sicurezza ed è severamente vietato accedervi.

Dopo le fin troppo tragicamente note vicende di «mala gestio» della disciolta «Fondazione Luchino Visconti», il Comune di Forio (che è proprietario della struttura) non ha avuto più i mezzi finanziari per mantenere aperta la struttura museale che dal 1991 per decreto ministeriale resta vincolata quale struttura di interesse culturale, avendone riconosciuto lo status di «Scuola Internazionale di Cinema e Teatro» fin dai tempi in cui l'allora sindaco Franco Iacono, patrocinatore dell'acquisizione al demanio pubblico del bene appartenuto agli eredi Visconti, riuscì ad ottenere cospicui finanziamenti europei.

Soldi ed energie, poi letteralmente sperperati nei decenni successivi e che hanno gradualmente portato al disastro di bilancio e alla rovina strutturale della villa. Nei giorni scorsi, la giuria degli esperti formata dagli architetti Massimo Pica Ciamarra, Leonardo Di Mauro, Andrea Maglio, Maurizio Di Stefano ed Ettore Naldi, dopo attenta valutazione degli elaborati pervenuti, ha dunque designato la terna di progetti finalisti e fra essi, anche quello che ha vinto la decima edizione del Pram, il Premio Internazionale sul Restauro delle Architetture Mediterranee, che da sempre si pone l'obiettivo di incentivare l'educazione alla tutela e al recupero del patrimonio culturale e paesaggistico del Mediterraneo favorendo l'incontro tra istituzioni e cittadini.

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L'iniziativa è anche quest'anno della Associazione l'Isola delle Torri e del suo presidente, architetto Aldo Imer, che hanno voluto lanciare, nell'ambito della manifestazione «Torri in festa - Torri in luce», il tema relativo alla progettazione degli interventi di risanamento e restauro della Colombaia, per riportarla alla fruizione pubblica e completarla con una copertura mobile per l'area esterna. «Il restauro e la valorizzazione sono vincolati spiega Imer - da un lato a riqualificare, salvaguardare e conservare i valori identitari dei luoghi e del paesaggio, dall'altro restituire alla dimora la sua vocazione culturale e sociale».

Tutti i progetti presentati, non a caso, fanno rivivere l'architettura sul modello di un Bauhaus Mediterraneo, attraverso l'inserimento di un hub culturale per lo svolgimento di attività di formazione cinematografica ed artistica, seminari, convegni, mostre, eventi, musica, teatro, arte, design, degustazioni, incontri a tema umanistici e scambi culturali internazionali.

Il progetto vincitore sarà premiato ed illustrato a Ischia, il 12 settembre prossimo, nella serata finale della decima edizione di «Torri in Festa Torri in Luce». L'edizione 2021 del Pram è stata bandita assieme a Ordine degli Architetti di Napoli e provincia, Ordine degli Ingegneri di Napoli e provincia, Icomos Italia, in partnership con Comune di Forio, Aniai Campania, Università di Napoli Federico II, Diarc, Mibac, scuola di specializzazione in beni architettonici e del paesaggio di Napoli, Adsi (associazione dimore storiche), Istituto italiano dei Castelli, associazione italiana giovani per l'Unesco, Mapei, Fibart, Cittam. 

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