Ischia, ex operai Whirlpool donano indumenti per gli sfollati: «La solidarietà accomuna tutti»

«La solidarietà accomuna tutti e nel momento del bisogno è importante aiutare il prossimo»

La catena di solidarietà
La catena di solidarietà
di Alessio Liberini
Venerdì 2 Dicembre 2022, 19:30 - Ultimo agg. 23:59
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«Nel nostro piccolo cerchiamo di dare una mano alla povera popolazione di Ischia colpita da un terribile disastro naturale». Crescenzo D'alterio, ex operaio della Whirlpool di Napoli, fatica a mantenere la commozione mentre col nastro adesivo continua a chiudere l’ennesimo scatolone. Dentro quei pacchi ci sono cappelli, magliette, calzini, indumenti di ogni tipo e persino intimo destinato agli abitanti sfollati di Casamicciola: «Non credo ci siano parole adatte in questo momento. Le immagini dei bambini rimasti senza un tetto in testa le abbiamo viste tutti».

Negli occhi lucidi del metalmeccanico napoletano c’è difatti il dolore di un’intera terra che si è trovata ad assistere inerme alla frana del monte Epomeo ma che, nonostante le difficoltà personali, cerca come può di stendere la mano della solidarietà verso il prossimo. Così se sull’Isola partenopea arrivano volontari da ogni parte del Paese sulla terra ferma non si resta con le mani in mano. Aiutando anche a distanza i cittadini colpiti dall’alluvione che ad oggi ha mietuto già 11 vittime. 

Questa volta però il “soccorso” arriva da chi forse ha meno di altri da poter donare come gli ex dipendenti della multinazionale del bianco che al momento si trovano in Naspi. Nonostante le mille difficoltà generate dalla vertenza hanno voluto, sin dalle prime ore seguenti alla tragedia di Ischia, raccogliere una parte della loro disoccupazione proprio per procurarsi indumenti da poter offrire a chi ora ne ha più bisogno. Così, dopo gli acquisti effettuati negli ultimi giorni, stamane si sono radunati nel Cral di fabbrica per riempire, con abiti e speranze, quegli scatoloni che ben presto arriveranno agli abitanti isolani. Grazie al prezioso lavoro dell’associazione Camminare insieme che gestisce, per conto della Caritas Diocesana, il “Binario della solidarietà” di Gianturco dove nel primo pomeriggio le tute blu si sono recate per effettuare la consegna solidale.

«A Napoli c’è stata una grande risposta per aiutare gli abitanti di Casamicciola. In questi giorni abbiamo visto anche singoli cittadini venire da noi per consegnarci pacchi ed indumenti: c’è una grossa sensibilità del popolo napoletano per Ischia». Enrico Sparavigna, presidente dell’associazione Camminare insieme, era già stato sull’isola come «volontario cuciniere» dopo il terremoto del 2017 ed ora, vista l’età ormai avanzata, coordina direttamente dal capoluogo di Regione l’invio di aiuti per i nuovi sfollati, accogliendo a braccia aperte gli ex operai della Whirlpool. Allo stesso tempo il presidente Sparavigna invita, chiunque può, a fare la propria parte: «"Il “Binario della solidarietà” in questi giorni è un vero e proprio centro d’accoglienza per tutti coloro che hanno voglia di donare qualcosa a favore degli ischitani colpiti dalla frana».

«Il nostro gesto – chiarisce l’Rsu di fabbrica e sindacalista Uilm, Vincenzo Accurso – serve proprio come incentivo per le tante persone che possono fare: la solidarietà accomuna tutti e nel momento del bisogno è importante stringerci insieme per aiutare il prossimo. Bisogna far comprendere a tutti che un piccolo gesto di ognuno di noi può creare una strada verso la felicità di chi in questo momento ne ha bisogno».

Ad avere bisogno di maggior serenità sono però anche gli stessi metalmeccanici che ad oggi, dopo 4 lunghi anni di vertenza, si ritrovano ancora in balia delle onde. Al momento, dopo un susseguirsi infinito di promesse non mantenute, le speranze sono rivolte verso il primo incontro con il nuovo esecutivo, tra Rsu e parti sociali, che si terrà a Roma nella mattinata del prossimo 14 dicembre.

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«Ci auguriamo che in quel giorno si possa già discutere di un piano di lavoro su Napoli – spiega Raffaele Romano, Rsu di fabbrica e sindacalista Fiom – superati ormai gli ostacoli ambientali che hanno portato ad una serie di rallentamenti stavolta si deve tornare a parlare, finalmente, di lavoro e piani industriali: il sito di Napoli est, un’area ad alto rischio di criminalità, e i suoi oltre 300 lavoratori devono tornare ad avere una missione produttiva».

Ma all’orizzonte sembrano esserci ancora delle nuvole nere con le ultime scadenze che continuano a slittare. Solo lo scorso 30 novembre doveva essere chiusa la definizione di un accordo che vedeva la Zes Campania acquisire lo stabile di via Argine che al momento è ancora di proprietà della multinazionale statunitense. Se sembrano esserci, da quanto trapela, dei passi in avanti in tal senso si resta tuttavia ancora in attesa di notizie ufficiali che al momento non ci sono.

«È l’ennesimo rinvio – osserva il segretario aggiunto della Uilm Campania, Antonello Accurso, ricordando che i lavoratori - sono arrivati già ad un anno di Naspi e cominciano a vedere il loro reddito fortemente colpito. Tra un anno finiranno anche gli ammortizzatori sociali. Bisogna trovare subito una risposta industriale». Proprio il passaggio del sito verso la Zes regionale dovrebbe dare il via alla ricerca, attraverso una gara, di eventuali imprenditori disposti ad impegnarsi per la reindustrializzazione dell’ex fabbrica di lavatrici.

«L’azienda – conclude Accurso - ci ha sempre ribadito che è disponibile a cedere lo stabile ma, allo stesso tempo, ci sta comunicando che probabilmente vuole lasciare l’intera Europa: questo non ci fa essere tranquilli perché potrebbe essere a rischio qualsiasi impegno. Bisogna fare presto sotto ogni punto di vista».

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