Ischia, frana a Cava dell'Isola: abusi edilizi, ritardi e liti

Mercoledì 26 Agosto 2020 di Massimo Zivelli

Sta cadendo un pezzo alla volta il costone che abbraccia la spiaggia di Cava dell'isola a Forio. L'ultimo crollo, appena 48 ore fa, quando una massa di polvere e pietre, rischiando di travolgere alcuni bagnanti, è franata sul lato a sud dell'unico arenile completamente libero dell'isola. Un fruscio improvviso e poi una nube di polvere si è alzata lungo il costone, trascinando giù pietrisco e rocce. Tutto è avvenuto nell'arco di pochi secondi, ma per fortuna senza alcun danno fisico ai bagnanti che sono scappati urlando verso la riva, ma che in queste torride giornate agostane, in ogni caso non avrebbero dovuto esserci su quella striscia di sabbia interdetta da anni per il pericolo costante di crolli.

E sono esattamente quattro gli anni, che sono già trascorsi nella vana attesa che venissero avviati quei lavori di risanamento e rifacimento che premetterebbero a Cava dell'Isola di tornare ad essere la spiaggia amata e frequentata da tutti: giovani, famiglie, turisti stranieri. Una oasi incontaminata a pochi metri dalla più grande baia di Citara, che però nel corso dei decenni è stata rovinata dalla mano instancabile di chi ha costruito a destra e a manca, spesso senza alcuna autorizzazione o concessione. Ed è proprio a causa di alcune ville e di un residence, che il costone millenario di Cava dell'Isola si è andato progressivamente ad indebolire e sta lentamente franando a mare. Le secolari vie di scorrimento dell'acqua termale e piovana sono state deviate da fondazioni in cemento armato, al punto tale che l'acqua sorgiva deviando la sua corsa verso il mare sta sgretolando tutto ciò che incontra sul proprio cammino. Foto ed immagini dimostrano lo scandalo di interi pezzi di villette e di una parte del residence che oramai galleggiano nel vuoto perchè al di sotto il costone è franato. Una scena visibile a tutti, ad occhio nudo. E sotto, transenne e divieti apposti dal Comune per tenere lontani i bagnanti e forse anche per mettersi al riparo da azioni giudiziarie nel caso accada una tragedia.
 

 

Le responsabilità del disastro in atto sono però enormi, perché i lavori sono a carico dei privati, ma il Comune in quattro anni non ha mai voluto forzare la mano per eseguire i lavori e restituire la spiaggia alla valorizzazione dell'economia turistica locale, addebitando poi in danno i costi degli interventi ai privati. Il perché si spiega solo con il lungo braccio di ferro che intercorre fra alcuni privati che metterebbero anche mano ai lavori chiedendo però in cambio di poter realizzare delle discese private sull'arenile, e il Comune che a sua volta è chiamato a far rispettare norme e regolamenti che non consentirebbero mai una cosa del genere. Ragion per cui, la trattativa va avanti mentre intanto il tempo passa e la situazione che si è creata oltre che a pesare negativamente sugli interessi anche economici collettivi, mantiene uno stato di pericolo in tutta l'area.

Rumors provenienti dal Comune riferiscono che un compromesso alla fine sia stato trovato, con i privati che faranno i lavori, in cambio avranno la loro discesa privata sull'arenile, a patto però che ne possano godere anche i portatori di handicap. Una prospettiva giudicata balzana dai Verdi dell'isola d'Ischia che con la loro portavoce Maria Rosaria Urraro fanno notare come «sarà improponibile lo stravolgimento del costone per consentire una discesa a mare, considerato anche che dal lato opposto alla spiaggia, una discesa che potrebbe essere utilizzabile dai disabili esiste già e va perfezionata solo abolendo gli ultimi quattro scalini finali del viottolo carrabile di accesso». 

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