Gamberetti spiaggiati a Ischia:
«Arrivano dai canyon sottomarini»

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Potrebbe essere stata la forte corrente ad aver trasportato i banchi di gamberetti verso la spiaggia di San Montano, sull'isola d'Ischia. È questa l'ipotesi formulata da Antonino Miccio, direttore dell'Area marina protetta Regno di Nettuno. «Nei fondali dell'Area marina protetta - spiega Miccio - sono presenti particolari conformazioni geologiche che degradano in veri e propri canyon sottomarini in più punti. Proprio davanti la spiaggia di San Montano, a circa 1,5 miglia, si aprono le testate del complesso del canyon di Cuma, zona particolarmente frequentata da cetacei, e per tale motivo definita come zona D di protezione dell'Amp, che qui trovano condizioni favorevoli di nutrimento».

Allo stato attuale, spiega Miccio, «non si hanno ancora notizie ufficiali sulle cause del fenomeno, ma dai campioni prelevati per le analisi, a cura della Stazione zoologica Anton Dorhn, sembrerebbe si tratti di krill mediterraneo, specie di cui i canyon sottomarini sono ricchissimi. Questa specie va incontro a migrazioni notturne e spesso, a causa di forti correnti, una parte dei banchi può essere trasportata verso riva e finire spiaggiata. In attesa di riscontri ufficiali, questa tesi sembra la più attendibile a spiegare il massiccio spiaggiamento avvenuto», conclude Miccio.

Sul caso viene diffuso anche un compunicato congiunto della Guardia Costiera e Stazione Zoologica Anton Dohrn: «Le prime analisi hanno permesso di identificare con certezza che si tratta di crostacei adulti, di circa 5 cm, appartenenti alla specie Meganyctiphane norvegica, meglio conosciuta come il krill del Mediterraneo, che solitamente formano grossi banchi durante il loro ciclo riproduttivo. Questi organismi sono tipici di ambienti profondi e sciamano nuotando lungo la colonna d’acqua, raggiungendo di notte gli strati più superficiali per alimentarsi. Lo spiaggiamento che si è potuto osservare è un fenomeno anomalo ed episodico, dovuto a particolari condizioni di corrente ascensionale capaci di catapultare sulla riva tali crostacei. I ricercatori stanno approfondendo le analisi sugli organismi e sull’acqua di mare per escludere qualsiasi dubbio su possibili effetti derivanti dall’inquinamento. Allo stato attuale, appare improbabile, infatti, tale ipotesi in quanto non è stato rilevato un analogo spiaggiamento per altri organismi sensibili. È bene ricordare, comunque, che questa specie di crostacei non è commestibile per l’uomo a causa dell’elevata concentrazione naturale di fluoro. Opportuno sottolineare, inoltre, che tali organismi rappresentano un ottimo cibo per i suoi predatori naturali, come la balenottera comune che si alimenta solitamente nelle acque del canyon di Cuma. I ricercatori non ravvisano nessun legame con lo spiaggiamento del capodoglio dello scorso 24 dicembre 2018, né con altri fenomeni verificatisi a Napoli nei giorni scorsi. La Guardia Costiera, in stretta collaborazione con la Stazione Zoologica e con gli altri Enti preposti, continuerà ad effettuare il monitoraggio delle aree costiere nell’ambito della propria attività d’Istituto per la vigilanza e la tutela dell’ecosistema marino»
 
Lunedì 14 Gennaio 2019, 17:20 - Ultimo aggiornamento: 14-01-2019 18:31
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