Just Eat, svolta lavoro: duecento rider assunti a Napoli

Mercoledì 30 Giugno 2021 di Valerio Iuliano
Just Eat, svolta lavoro: duecento rider assunti a Napoli

«Per la prima volta sono felice di uscire la mattina per andare a lavorare. Da due settimane sono stata assunta a Just Eat». Fortuna Monteriso, 43 anni, residente al Vomero, è una degli oltre 200 rider assunti a Napoli per il servizio del delivery food. La consociata italiana di Just Eat e le organizzazioni sindacali Filt- Cgil, Fit-Cisl e Uil Trasporti hanno raggiunto un accordo per il primo contratto collettivo aziendale per inquadrare i rider nel Ccnl del settore Logistica, Trasporto, Merci e Spedizioni, che sarà applicato a tutti i dipendenti. Il nuovo modello di lavoro subordinato ha determinato l'assunzione dei primi 200 rider «e sono aperte le candidature per nuovi posti di lavoro», aggiungono da Just Eat. Per i «fattorini del delivery food» viene finalmente applicato il pagamento su base oraria - con un salario di partenza di 8,50 euro l'ora- e non più «a consegna», come era sempre accaduto finora. 

«Ho saputo un mese fa di questa possibilità - spiega Fortuna - ed ho inviato subito la candidatura. Prima lavoravo come segretaria part-time presso una clinica odontoiatrica, dopo aver conseguito due diplomi. Ho avuto tante esperienze lavorative ma questa è la prima volta che mi capita di farlo con gioia, anche perché ho trovato un'organizzazione perfetta. In questo periodo ci sono tante richieste di cibo a domicilio. Mi sposto spesso dal Vomero, dove abito, a Chiaia ed al centro storico. Nel lavoro da rider non amo la consegna fine a se stessa, ma preferisco creare un rapporto di fiducia con i clienti e con i titolari dei locali. Dopo sole due settimane, sono già riuscita ad instaurare una comunicazione con alcuni clienti e questo mi gratifica. Desidero che siano sempre soddisfatti». Anche Salvatore Pompa, 34 anni, residente al centro storico, è raggiante. «Ho iniziato a lavorare a Just Eat a dicembre 2017. Prima alternavo le consegne da rider con il lavoro da pony express. Ora, con l'assunzione a tempo indeterminato, posso finalmente dedicarmi solo alle consegne di cibo a domicilio. Sono sposato con due bambini. In cuor mio speravo che un giorno potesse venir fuori un nuovo inquadramento contrattuale ma, quando mi mettevo a ragionare su questa eventualità, mi sembrava impossibile. Lavoro 30 ore settimanali a Just Eat e ne sono felice. Faccio quasi sempre due turni, uno per il pranzo e l'altro per la cena».

Il piano di assunzioni della multinazionale si accompagna alla notevole crescita del settore in città, con un incremento annuo dell'80% dei ristoranti che optano per il digital food delivery. Sono 1.170 i locali cittadini che si avvalgono di Just Eat, con 50 diverse tipologie di cucina. A Napoli le consegne non riguardano solo la pizza, ma anche i dolci e gli hamburger. «Accanto ai brand noti come McDonald's, c'è un'offerta locale molto apprezzata - precisano da Just Eat - come la Pizzeria Starita e Concettina ai Tre Santi». 

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Il contratto prevede l'applicazione di festività, lavoro straordinario, ferie, malattia, maternità/paternità secondo quanto regolamentato dal Ccnl. Per la retribuzione, al salario orario di 8,50 euro, si aggiunge il premio di risultato di 0.25 euro a consegna e l'accantonamento del Tfr, oltre alle eventuali maggiorazioni per il lavoro supplementare, straordinario, festivo e notturno. A Napoli sono previsti diversi regimi orari di part time, da 10, 20 o 30 ore. I turni pianificati mediante un'app dove il rider offre la sua disponibilità per la settimana successiva. Sono previste indennità a titolo di rimborso chilometrico per l'utilizzo del proprio mezzo, la consegna delle dotazioni di sicurezza come casco, indumenti con inserti ad alta visibilità e indumenti antipioggia e zaino per il trasporto del cibo, oltre a igienizzanti e mascherine anti-Covid. 

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