Kiton, la denuncia dell'imprenditore:
«Napoli abbandonata dalla politica»

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di ​Paolo Barbuto

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Le parole sono uno schiaffo in pieno volto alla porzione di città che dovrebbe sostenere lo sviluppo, aiutare l’imprenditoria, far crescere l’immagine: «Io credo che il nostro territorio è abbandonato dalla politica, dovrebbero rimboccarsi le maniche e lavorare tutti i giorni invece di parlare». Sarebbero parole durissime anche se le avesse pronunciate un cittadino comune esasperato dall’immobilismo e della sciatteria della città; sono frasi decisamente pesanti se le dice con piglio severo Antonio De Matteis, Ceo di Kiton, uno dei marchi sartoriali che meglio rappresenta Napoli nel mondo.

Lo sfogo è avvenuto qualche giorno fa al microfono del massmediologo Klaus Davi che sta realizzando un documentario sul mondo dell’imprenditoria. Il pensiero è ancora oggi lo stesso, De Matteis non ha cambiato una virgola della sua idea sulla città, nemmeno adesso mentre è in volo verso gli Stati Uniti, destinazione Miami. 
Del resto un’idea analoga della città e del territorio, osservato dal punto di vista di Kiton, arriva da Maurizio Maresca, storico dirigente dell’azienda sartoriale inventata da Ciro Paone cinquant’anni fa. Oggi Maresca non fa più parte di Kiton ma le idee sono forti: «Fare gli imprenditori da queste parti è difficile. Devi fare i conti con costi superiori, difficoltà logistiche impensabili, sensazione di abbandono costante. Vedo tanti giovani che vanno via da Napoli a cercare il loro futuro. Fanno bene. Basta andare a trovarli per un giorno per scoprire che altrove, in una qualunque altra metropoli Europea, la vita è differente, i servizi esistono».

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Venerdì 17 Febbraio 2017, 08:52 - Ultimo aggiornamento: 17-02-2017 08:54
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COMMENTA LA NOTIZIA
5 di 8 commenti presenti
2017-02-18 15:26:49
Avete decido di non pubblicare più i miei commenti?
2017-02-18 13:21:52
Leggendo i commenti pubblicati,si può dire che abbiamo tutti ragione.Non vorrei dimenticassimo un fatto estremamente importante,a mio giudizio,e cioè:secondo voi,cosa è cambiato.se è cambiato qualcosa,dal 1860 ad oggi.Io dico niente.Non faccio del vittimismo.ma noi paghiamo ancora il peccato originale,la pseudo unità.
2017-02-18 09:12:28
allora andiamo tutti via e la città resta in mano a gli stessi ladri assassini politici corrotti ecc ecc NO signori la nostra città è una delle più belle al mondo e non merita di essere lasciata sola io ammiro più chi resta e combatte un giorno inizierà la rivincità di questa città i politici con questa austerity napoli è stata colpita il doppio delle altre città
2017-02-17 19:03:17
egregio mendoza, pur avendo qualche annetto più di te, asnzi, proprio per questo, non posso che darti ragione al 200%. anzi, poiché mi piace essere perfido a ragion veduta, aggiungo: pensa se avessi voluto diventare giornalista del "mattino"...erhehehe
2017-02-17 13:43:27
@picchiorosso: Bassolino e la Jervolino hanno tentato di rialzare Napoli e la Campania, ma purtroppo, a causa di tanti bastoni tra le ruote ricevuti, non ci sono riusciti; non ci resta che confidare nel buon Presidente De Luca!

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