L'addio al professor Del Vecchio, scienziato di passione e umanità

Lunedì 20 Agosto 2018 di Maurizio Bifulco *
Ci ha lasciato prematuramente il professore Luigi Del Vecchio, Ordinario di Biochimica Clinica e Biologia Molecolare Clinica dell'Università di Napoli Federico II. Se n'è andato senza clamore. Il Dipartimento di Medicina Molecolare e Biotecnologie Mediche (DMMBM), la sua seconda casa, e la Scuola di Medicina Federiciana, dove ha lavorato negli anni con professionalità, slancio e generosità, sono profondamente scossi dalla sua tragica scomparsa.
Uno studioso, un bravo scienziato, estremamente collaborativo, un docente amato, non vi è studente che non sia rimasto affascinato dalle sue lezioni, ma soprattutto una persona speciale a cui tutti hanno voluto bene.
Poliedrico, ricco di curiosità e con molteplici interessi, pacato, sorridente e affettuoso, sempre disponibile, capace di grandi passioni che, con le sue qualità intellettuali e morali, coinvolgeva chiunque incontrasse.
Nato nel 1955, laureato in Medicina e Chirurgia alla Federico II nel 1979, specializzato in Allergologia e Immunologia Clinica e successivamente in Ematologia, si è formato nel laboratorio di Immunologia del Prof. Zappacosta della Facoltà di Medicina, per poi iniziare la sua attività lavorativa come Medico Immunoematologo presso il Servizio di Immunoematologia dell'Ospedale Cardarelli a partire dal 1982. Era stato poi chiamato nel 2005 dall'allora Dipartimento di Biochimica come Professore Associato di Biochimica Clinica e Biologia Molecolare Clinica per poi diventare Professore Ordinario della stessa disciplina nel nuovo Dipartimento di Medicina Molecolare e Biotecnologie Mediche.
 
I suoi contributi alla ricerca sono stati di notevole importanza tanto da essere riconosciuto in Italia e all'estero tra i migliori esperti di  citofluorimetria. Il suo successo nella ricerca si è sempre accompagnato a un grande impegno nell'insegnamento. Il suo contributo alla clinica, in particolare quello a supporto dell'attività dell'ematologia e dell'oncologia,  è stato fondamentale.La scomparsa di Luigi Del Vecchio priva purtroppo il Dipartimento di Medicina Molecolare e Biotecnologie Mediche e l'Ateneo Federiciano di un collega eccellente, di un ricercatore e docente rigoroso, scrupoloso e appassionato e pone ora il problema di come fare fronte alla perdita delle sue competenze e  soprattutto della sua grande esperienza. Le sue doti umane sono state altrettanto inimitabili. La scelta di adottare tre bambini e di dare loro una famiglia e tutto l'amore di cui avevano bisogno, la lunga e dolorosa malattia della moglie Rossella a cui lui ha dedicato tutto se stesso, la cura dei figli rimasti poi da soli con lui, lo hanno reso una persona unica.
Quando ha scoperto di essere stato colpito anche lui dal cancro, ha affrontato il percorso e le cure con coraggio. Noi tutti non potremo dimenticare la forza e la compostezza con cui ha sempre guardato avanti. Numerose e particolarmente sentite le testimonianze dei colleghi e amici che nel corso della vita e della carriera gli sono stati accanto o hanno condiviso con lui un pezzo di strada e soprattutto da parte di tutti un pensiero ed un abbraccio ai giovani figli, così duramente colpiti.
Il Direttore del Dipartimento DMMBM, Professore Tommaso Russo, ricorda commosso gli ultimi incontri: «Mi venne a trovare poco tempo fa. La malattia mostrava inesorabilmente di progredire lasciando segni. Ma nei suoi occhi chiari c'era ancora speranza. Anche un giorno in più con i bambini per me è  importante, mi disse. È difficile non chiedersi perché tutto ciò sia accaduto». Tutti noi del Dipartimento di Medicina Molecolare e Biotecnologie Mediche lo ricorderemo sempre con profonda stima, riconoscenza ed affetto.
*Ordinario di Patologia Generale, Dipartimento di Medicina Molecolare e Biotecnologie Mediche dell'Università di Napoli
Federico II
Ultimo aggiornamento: 08:27 © RIPRODUZIONE RISERVATA