«Via gli stranieri»: in tre picchiano un ivoriano al Vasto

Venerdì 2 Novembre 2018 di Nico Falco
Insultato, minacciato, picchiato. Prima a pugni, poi colpito con le mazze. Aggredito selvaggiamente da tre persone in pieno giorno e mentre le forze dell'ordine erano in zona per una operazione alto impatto. E, dietro il pestaggio, ci sarebbe un'unica motivazione: il razzismo. La vittima è un mediatore culturale ivoriano di 38 anni, in Italia con regolare permesso di soggiorno, attivista dell'associazione «3 febbraio», che ha sporto denuncia per lesioni presso la stazione dei carabinieri di San Giuseppe. Refertato al pronto soccorso, l'uomo è stato dimesso con dieci giorni di prognosi.

«Erano le 16.20 di martedì, avevo da poco finito la mia attività professionale di mediatore presso l'Ufficio Immigrazione di via Nuova Marina - racconta Abraham Narcisse - ero all'incrocio tra via Bologna e via Palermo e un signore, apparentemente di nazionalità italiana, alto circa 1.70, mi si è avvicinato e ha detto: «Questi stranieri di merda devono andare via da qui, fanno schifo». Io gli ho chiesto: «Ma se noi siamo delle merde e facciamo schifo, tu chi sei?». Lo sconosciuto lo avrebbe afferrato per il collo della camicia e, senza che lui reagisse, gli avrebbe sferrato un pugno in petto. Poi anche un altro uomo su uno scooter nero avrebbe minacciato il mediatore.
 
«È sceso dal motorino e mi ha spinto - racconta - alcune persone hanno cercato di allontanarmi ma il primo mi teneva ancora per il collo». Sarebbe quindi intervenuto un terzo uomo. «Era alto circa 1,65, successivamente si è scoperto essere il figlio della prima persona che mi aveva aggredito. Mi ha colpito più volte al petto e nel frattempo il padre è entrato in un negozio di via Palermo, ha preso una mazza di ferro e l'ha usata per colpirmi al torace». Poi anche il ragazzo avrebbe recuperato un'arma, una mazza da baseball in un altro negozio, e gli avrebbe sferrato un colpo al ginocchio.

«Io non ho reagito, mi sono allontanato con l'aiuto di alcuni ragazzi e ho cercato un'automobile della polizia per chiedere aiuto. L'ho trovata prima della rotonda di via Firenze, ma gli agenti mi hanno detto che non potevano spostarsi perché impegnati in altro servizio e hanno fatto arrivare i colleghi sul posto - continua il racconto di Narcisse, impresso nero su bianco nella denuncia - mi hanno chiesto cosa stesse succedendo, mentre uno degli aggressori si avvicinava con fare minaccioso e ripeteva Sono stato io, sono stato io. Il poliziotto mi ha allontanato per evitare il contatto. Due degli aggressori hanno detto che ero stato io ad aggredirli, con una bottiglia in mano. Gli agenti hanno parlato di rissa, ma io ho ribadito che non c'era stato nulla del genere, ma che io ero stato aggredito, ero stato io stesso a chiamarli e che la mia versione poteva essere confermata con le immagini della videosorveglianza.

Narcisse è andato a sporgere denuncia in commissariato, dove gli avrebbero suggerito di farsi prima refertare e avrebbero proposto di chiamare un'ambulanza. Dopo aver rifiutato, Narcisse si è recato al Pronto Soccorso del Loreto Mare per i forti dolori al petto e al ginocchio; gli esami hanno escluso danni gravi ed è stato dimesso con prognosi di 10 giorni per contusioni varie.

All'aggressione, scrive il mediatore nella denuncia, sarebbero stati presenti anche agenti della Polizia Municipale e ausiliari del traffico che però non sarebbero intervenuti. Circostanza, questa, che adesso passa all'attenzione del Comando, che ha fatto sapere che intende approfondire per verificare la versione del ragazzo. Quel giorno al Vasto era in corso una operazione alto impatto, parte della strategia che le forze dell'ordine, con interventi interforze, stanno mettendo in atto nel quartiere a ridosso della stazione centrale per contrastare la recrudescenza di fenomeni di microcriminalità. Da qualche mese al Vasto e a Porta Nolana ai controlli della Polizia Municipale si sono uniti quelli di Polizia di Stato e Carabinieri, col supporto per interventi specifici della Guardia di Finanza. Dell'apparato fanno parte i presidi fissi in piazza Principe Umberto, in via Venezia e in piazza Nolana e le pattuglie mobili; inizialmente i presidi fissi erano attivi dalle 9 alle 19, poi la presenza è stata estesa dalle 7 alle 21, con pattugliamenti fino alle 2 del mattino.
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