L'area abbandonata dopo i vandali
Onlus dei disabili «Serve uno spazio»

Martedì 23 Maggio 2017 di Alessandro Bottone

Tra voglia di riscatto e tanta solidarietà i volontari di Nives non si sono mai fermati. Dedicano il loro impegno a persone affette da varie forme di disabilità e che hanno bisogno di attenzioni per poter essere completamente autonomi.

Qualche tempo fa l’onlus, costituita nel 1994, per far fronte alle necessità di uno spazio partecipa a un bando per l’affidamento dell’area attrezzata in via Umberto Saba, stradina incastrata tra le palazzine popolari del lotto 10 nel quartiere Ponticelli. Per svolgere attività sociali l’associazione decide di farsi carico della gestione della struttura che comprende un campetto di calcio, un’area verde con panchine e gazebo, due campi di bocce, uno spazio con le giostrine e un locale in muratura di circa cento metri quadrati con spogliatoi e servizi igienici.
 

Provveduti agli iniziali lavori per rendere accogliente il complesso, le attività vengono inaugurate la scorsa primavera. «Si era creata grande sinergia tra i disabili che accogliamo e i ragazzini della zona» racconta Roberta Scognamiglio, presidente dell’ente che, aiutata da un gruppo di studenti universitari, aveva organizzato attività di ballo e di intrattenimento per i giovanissimi del posto, oltre al doposcuola.

Roberta e gli altri nel tempo hanno dovuto farsi carico non solo dell’ordinaria pulizia e manutenzione dell’intero sito ma anche degli oneri per i danni arrivati dopo i ripetuti atti vandalici. L’episodio più grave è stato quello durante il quale sono state scassinate le saracinesche e rubati tutti gli infissi e la rubinetteria. A pochi mesi dalla consegna, e in mancanza di risposte adeguate, è arrivata la rinuncia dell’affidatario che ha voluto interrompere la convenzione con la VI Municipalità del Comune di Napoli. L’area oggi è abbandonata e non versa in buone condizioni: dai bagni sono stati sottratti tutti i pezzi, così come i fili elettrici sono stati rubati e una delle saracinesche è stata tagliata così chiunque può intrufolarsi nel casotto. Allo spazio si può accedere facilmente non essendoci recinzioni anche per poter utilizzare ancora il campetto le cui reti, però, cadono a pezzi.

Attualmente l’associazione gestisce un locale al piano terra di via Franciosa, sempre nella periferia orientale. Ma questo risulta troppo piccolo per accogliere i disabili che qui arrivano da tutta Napoli: o meglio, li vanno a prendere col pulmino comprato grazie alle donazioni di soci e sostenitori. «La preoccupazione di noi genitori è il dopo. Vorremmo incominciare a creare un sistema di vita indipendente per i nostri ragazzi opportunamente sorvegliati e seguiti e dargli la possibilità di una vita indipendente» dice Carmine Barberio, fondatore di Nives. «Avremmo bisogno di una struttura per iniziare questo percorso: con delle attività che possono svolgere i ragazzi la stessa potrebbe essere finanziata autonomamente».

La loro speranza è sempre viva. L’auspicio è quello di vincere presto un progetto attraverso le cui risorse poter creare nuove opportunità per questo quartiere. Ma aggiungono anche un appello a chiunque voglia aiutarli per uno spazio più accogliente e tranquillo.

Ultimo aggiornamento: 22:17 © RIPRODUZIONE RISERVATA