Napoli, è allarme inquinamento: smog oltre i limiti in tutte le centraline

Sabato 23 Febbraio 2019 di Paolo Barbuto
Il bollettino Arpac diramato ieri è stato drammatico: ogni centralina di rilevamento della città di Napoli ha registrato veleni nell'aria (il pericoloso Pm10) oltre i limiti consentiti dalla legge. Un evento così drammatico non si verificava a Napoli da 1.149 giorni, però in quel caso c'era una spiegazione: era il primo di gennaio del 2016, i rilevamenti scattano a mezzanotte, quando i napoletani festeggiano il nuovo anno con i fuochi d'artificio, ecco perché l'aria era così avvelenata.
Invece stavolta non ci sono stati fuochi d'artificio, c'è solo una città avvolta da una cappa di aria irrespirabile. Fortunatamente le previsioni meteo segnalano l'arrivo di un forte vento, una panacea contro lo smog. Mentre questo giornale va in stampa le folate iniziano ad essere poderose, forse il vento verrà in soccorso ai nostri polmoni. Almeno fino al prossimo allarme.
 
Siccome le centraline già da qualche giorno segnalavano una situazione d'allarme, il Comune per la giornata di ieri ha deciso di adottare un provvedimento d'emergenza allungando di tre ore, fino alle 19.30 il divieto di circolazione per le auto inquinanti.
Il provvedimento, però, è poco meno di un palliativo: a Napoli quasi nessuno rispetta il blocco per le auto antecedenti a «Euro 3», fissato il lunedì, mercoledì e venerdì nelle ore mattutine e nelle prime ore del pomeriggio. E anche se tutti lo rispettassero, il parco auto considerate inquinanti è talmente ridotto da non riuscire ad influire in maniera così sostanziosa sulle emissioni di polveri sottili nell'aria.
I blocchi alle auto, tra l'altro, sono considerati poco utili dagli stessi Verdi i quali, per bocca del consigliere regionale Borrelli, hanno già chiarito che bisognerebbe limitare le emissioni delle navi in banchina tramite l'elettrificazione del porto, verificare i fumi industriali e quelli degli impianti di riscaldamento per ottenere risultati realmente utili.

Il dato record sullo smog è ancora più clamoroso perché, oltre alla città di Napoli, anche tutte le centraline sistemate nella provincia del capoluogo hanno fornito gli stessi risultati preoccupanti. Insomma, per farla breve, tutto il Napoletano è stato travolto dai veleni (i dati li leggete nella tabella pubblicata in cima a questa pagina).
Però, dicevamo, è in arrivo il maltempo sotto forma di aria gelida e imponenti folate di vento, così sono scattati nuovi provvedimenti: via l'allarme smog, spazio all'allerta meteo.
Il Comune di Napoli ha deciso di tenere chiuse tutte le scuole della città. Altrettanto hanno fatto i sindaci di San Giorgio a Cremano, Ercolano e Portici. A Napoli resteranno chiusi anche i parchi pubblici e i cimiteri: si tratta di una decisione presa per prudenza, dopo gli eventi dello scorso autunno che causarono la morte di un giovane studente per il crollo improvviso di un albero.

Avrete capito che sono proprio le condizioni atmosferiche a generare problemi di smog. Quando la pressione schiaccia l'aria al suolo e il vento latita, diventa inevitabile fare i conti con i superamenti dei valori consentiti di polveri sottili. Il livello massimo di Pm10 ammesso nell'aria è di 50 microgrammi per metro quadro, ogni città ha a disposizione un tetto massimo di 35 sforamenti (di una sola centralina) prima di entrare nel terreno minato dei controlli che verificano se sono state prese tutte le contromisure adeguate a contrastare l'inquinamento e, in caso contrario, lasciano spazio alla magistratura.
In tema di controlli dell'aria, è atteso per martedì prossimo a Napoli il «treno verde» di Legambiente. Arriva per portare il consueto messaggio di attenzione contro l'inquinamento e proverà a misurare la qualità dell'aria che respiriamo. Anche se noi napoletani già conosciamo, nel dettaglio, quella qualità.
  Ultimo aggiornamento: 08:58 © RIPRODUZIONE RISERVATA