Napoli, l'ultimo saluto del prof suicida: «Vi abbraccio tutti, forse ci rivedremo»

Martedì 18 Giugno 2019 di Mariagiovanna Capone

Abiti neri e magliette nere, sguardi bassi e bocche cucite. Le colleghe di Vincenzo Auricchio, il prof suicida accusato di aver avuto rapporti con due studentesse minorenni, restano in silenzio mentre entrano nel liceo Vico, come chiesto dalla dirigente Clotilde Paisio, ma lanciano un messaggio ancora più potente delle parole. L'invito lanciato dal collega ex sindacalista Libero Tassella è stato colto da quasi tutte le prof vichiane che ieri mattina si sono presentate alla riunione preliminare per gli esami di Stato vestite a lutto per ricordare Auricchio. Una risposta forte e una presa di posizione per «il caro Enzo», come lo chiamavano di solito, che inizia a scardinare il muro di omertà innalzato in questi mesi dal vertice del liceo, e che probabilmente potrebbe essere stato percepito dal sensibile insegnante di Matematica «come l'isolamento di un uomo giudicato colpevole», come dice un collega. Chi non teme di parlare di lui e continuare a difenderlo sono i suoi studenti.
 


In un video poco prima della sospensione, si vede la sua gioiosa e travolgente simpatia mentre fa gli auguri allo studente Luigi. Nell'ultimo messaggio vocale di un paio di mesi fa, poco dopo che la dirigente Paisio lo allontanasse, la voce del loro amato prof è diversa. «Ragazzi vi saluto tutti. Un abbraccio non forte, di più, stritolante» dice con tono che sembra pimpante, ma ha un tentennamento, e in quella pausa sono racchiusi la tragedia e i tormenti che stava vivendo e che oggi possiamo interpretare come un addio: «Vi auguro tutto il bene possibile e chissà forse ci rivediamo ancora. Comunque, veramente vi abbraccio uno a uno forte forte forte. Ciao a tutti» conclude con voce cupa, triste e forse sull'orlo della commozione.
 
Tassella poco dopo la tragica notizia del suicidio non aveva nascosto l'imbarazzo per un immobilismo inatteso da parte della comunità vichiana: «Mi domando cosa abbiano fatto di tangibile i docenti del Vico per far sentire la loro solidarietà al collega». Ieri mattina qualcosa si è mosso. L'invito di andare con un segno di lutto a scuola e dedicargli un minuto di silenzio è stato colto anche da altri licei cittadini, tra cui il Mazzini.

Lui, fin quando ha potuto, si è difeso. «Non con un legale, inizialmente, ma da solo» confessa un collega che gli è rimasto accanto. La leggerezza di aver lasciato incustodito il tablet è stata la sua arringa ribadita alla preside, mentre una mano ignota avrebbe inviato i messaggi alle due ragazze. L'allontanamento dalla scuola era stato percepito «come un atto dovuto, soprattutto nei confronti delle studentesse destinatarie delle chat, perché avevano creduto che ci fosse lui dietro quei messaggi, ma Enzo era fiducioso che avrebbe presto ripreso la sua attività professionale», confessano numerosi colleghi che preferiscono restare anonimi. Fino a mercoledì scorso, quando era stato raggiunto dalla misura cautelare degli arresti domiciliari. Lo sgomento lo ha travolto e preferiva non rispondere più a telefonate e messaggi. Sabato Auricchio non ce l'ha fatta più a sostenere tutto quel peso e ha messo fine alla sua vita con un colpo di pistola al petto. Non potrà più difendersi, quasi sicuramente le indagini saranno interrotte e il caso archiviato.

Ma per i suoi studenti lui «era ed è innocente». Continuano a pubblicare foto, video e perfino audio per mostrare quanto fosse speciale. «Questo eri, disponibile, sempre, ma quando c'era da svolgere il tuo lavoro lo facevi con serietà e dedizione» scrive Antonio. «Molti tuoi colleghi dovrebbero solo prendere esempio dal tuo comportamento. Lei prof era tutta n'ata storia. Il Gian Battista Vico non sarà più ciò che era prima, e ne sono convintissimo. Chissà se un giorno ci renderemo conto davvero di ciò che è accaduto». E insiste: «Nessuno dei tuoi ex alunni o attuali ha dubbi sulla tua persona, e questo lo ribadiremo finché non uscirà la verità». Domani inizieranno gli esami di maturità e per gli studenti del Vico non sarà facile sostenerli con l'animo straziato dal dolore.

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