Russo arrestato a Napoli, la caccia del segugio Fbi: «Volevano copiare il 737»

Sabato 7 Settembre 2019 di Gigi Di Fiore
«Dipendente 1» è la gola profonda dell'inchiesta. Il suo nome resta misterioso e mai svelato nella relazione scritta dell'agente speciale Fbi, Michael Runnels, ma si sa che è un ingegnere, lavora alla GE Aviation nella sede dell'Ohio e che in passato era stato distaccato nella controllata Avio Aero in Italia. È il 16 aprile di quest'anno, quando «Dipendente 1» viene sentito dall'Fbi. Due giorni dopo, di sua spontanea volontà, consegna una montagna di documenti preziosi: email, contratti e altre carte che svelano lo spionaggio industriale su cui Alexander Yuryevich Korshunov, ha lavorato per ben sei anni. È la svolta.

 

I PROTAGONISTI
Korshunov, 57 anni, lavora con la United Engine Corp (Uec) di proprietà dello Stato russo, che ha come filiale la Aviadvigatel con sede a Perm in Russia, già sotto osservazione da parte degli Stati Uniti per aver messo in piedi «attività in contrasto con la sicurezza nazionale americana». L'obiettivo del russo, in passato in servizio al ministero degli affari esteri sovietico, è acquisire disegni, piani, progetti tutelati da brevetti, di proprietà della GE Aviation, azienda statunitense leader nel settore aereo civile e militare, necessari a realizzare un nuovo modello di motore a reazione, chiamato PD-14, per l'aereo civile MS-21 concorrente del Boeing 737.
Nella sua relazione di 14 pagine, l'agente Runnels non svela i nomi delle aziende vittime, definite genericamente «Company A» la GE Aviation e «Susbidiary A» la Avio, diventata impresa controllata del colosso statunitense tra il 2012 e il 2013. Nomina solo Korshunov e l'italiano Maurizio Paolo Bianchi, 59 anni, ingegnere già dipendente Avio poi dimissionario per lavorare con l'azienda Aernova di Forlì di cui è stato tra i fondatori. È l'anello di congiunzione di tutta la spy-story, finalizzata a carpire segreti industriali utilizzando la complicità di ex colleghi dell'Avio. Per la controllata italiana, Bianchi è stato responsabile in Cina, Russia e Asia. L'Fbi indica gli altri italiani coinvolti, dipendenti dell'Avio, con una sigla progressiva: «Dipendente» dal numero 2 al 4.
LE MAIL
La massa di documenti che «Dipendente 1» consegna è così preziosa e rivelatrice da far scrivere all'agente Runnels: «Vi sono elementi assai probabili per ritenere che sui segreti commerciali della Compagnia A e della sua Sussidiaria A, Bianchi e Korshunov abbiano cospirato e tentato consapevolmente di sottrarli impossessandosi di informazioni protette, senza le necessarie autorizzazioni».
La premessa di tutta l'attività spionistica, iniziata nel 2013, è un contratto di consulenza tecnica siglato tra la Aernova di Bianchi e la russa Aviadvigital. Per le sue conoscenze da fornire all'azienda russa, si prevede che la Aernova debba ricevere 150mila euro più 27mila euro di tasse. L'Iva è a carico della Federazione russa, che paga attraverso la Aviadvigatel. Tutto a posto, se non fosse che il know-how che avrebbe dovuto fornire la Aernova è costituito da disegni e progetti, tutelati da brevetti e quindi segreti, di proprietà della GE Aviation, su cui lavorano tre dipendenti della Avio Aero, indicati dall'Fbi sempre in codice: «Dipendenti 1-2-3». La prima mail, che dà prova dello spionaggio, è del 26 aprile 2013. Ne seguiranno decine fino ad arrivare al marzo di quest'anno.
I RAGAZZI
«The guys», i ragazzi. Così Bianchi indica nelle sue mail i tre dipendenti Avio che è riuscito a coinvolgere per il passaggio dei disegni e dei progetti segreti. Non ne specifica mai i nomi e di questo si duole anche l'Fbi che lavora a individuarli. I «guys» chiedono chiarimenti e Bianchi li chiede a Korshunov. Il 31 maggio del 2013, Bianchi scrive, sempre via mail, che i «guys» sono disponibili a un incontro in Francia, in occasione del Paris air show a Le Bourget. Sarà il russo a procurare i biglietti aerei e il 13 giugno 2013 viene confermata la prenotazione a «Dipendente 1» e «Dipendente 2».
Di disegni del motore PD-14 si comincia a parlare nella mail del febbraio 2014. «Risposta positiva» scrive Korshunov a Bianchi, chiedendo un altro incontro stavolta da tenere in Italia per fissare ulteriori dettagli. L'incontro si tiene a Milano ed escono nuove cifre, come il valore della produzione dell'intero progetto del motore PD-14 ,che raggiunge i 22 milioni di euro per più anni. Poi è tutto uno scambio sintetico di indicazioni e suggerimenti tecnici, che occupa le mail del 2014. Scambi di messaggi informatici scritti in inglese, ma a volte anche in italiano e russo. L'agente Runnels scrive: «L'Fbi ha incontrato il servizio sicurezza della GE Aviation. I Dipendenti 1-3 non hanno mai avuto dalla compagnia il permesso di fornire le informazioni a Bianchi, Korshunov, Aernova o Uec».
EPILOGO
Lo scambio e la trasmissione dei disegni e dei progetti non è semplice, né rapido. Dal 2013 si arriva a scambi continui di email che prendono ancora tre anni, con spiegazioni, indicazioni tecniche, richieste di delucidazioni ulteriori. Il 24 giugno del 2017, Bianchi scrive via mail a un altro dipendente dell'Aernova per chiedergli come giustificare il rapporto con il cliente russo e in quale valuta farsi pagare. Si stabilisce che si tratta di «know-how» ceduto da Bianchi e dall'Aernova all'Aviadvigatel. «Credo sia possibile fare un buon lavoro» scrive Bianchi il 13 dicembre del 2017. Poi, uno scambio rivelatore datato 22 gennaio del 2018. Il russo chiede alcuni chiarimenti e ne riceve risposta da Bianchi.
«Il tuo team sta a Torino?» «Sì» è la risposta. «Qual è la loro formazione?». «Ingegneria industriale all'Avio» la nuova risposta. E poi aggiunge Bianchi: «Queste persone sono in pensione e hanno una grande esperienza».
È il marzo di quest'anno, quando Korshunov invia una mail al suo indirizzo di posta elettronica aziendale. Scrive a se stesso che «il disegno preliminare del motore pesante PD-35 è stato completato, tutto il lavoro per questo progetto è definito e non può essere cambiato». Ce ne è abbastanza per l'Fbi e per la relazione che l'agente Runnels consegna il 21 agosto scorso al giudice Karen Litkovitz. Nove giorni dopo, Korshunov viene arrestato all'aeroporto di Capodichino a Napoli, su segnalazione degli investigatori americani. La spy-story è svelata e apre il via alle procedure giudiziarie italiane per l'estradizione e alle polemiche diplomatiche.
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